La vittoria ottenuta a Monza continua a non convincere i vertici Red Bull sul valore di Gasly. Il commento di Horner è tranchant.
Il caso Gasly potrebbe diventare materiale di studio tanto è particolare. Va detto che sin dal suo ingaggio nel 2017 nell’allora Toro Rosso il dr. Marko lo aveva tacciato di essere solo un buon mestierante capace sì di vincere in GP2, ma soltanto dopo diversi tentativi. Di conseguenza certi atteggiamenti nei suoi confronti, anche oggi che si è aggiudicato con bravura ed arguzia il GP di Monza dello scorso settembre, non sono certamente nuovi. A colpire, tuttavia, è la durezza nei suoi confronti che non si è mai spenta. Sempre e comunque, agli occhi della dirigenza Red Bull, Pierre non sembra essere all’altezza della seconda promozione nella squadra principale.
Dopo l’annuncio della sua conferma in Alpha Tauri, il boss energetico Christian Horner ha liquidato la questione sostenendo che il transalpino sta facendo bene nel team in cui si trova e dove dovrà restare, lontano dalle pressioni e dal confronto con Verstappen. Il successo del #10 vale dunque meno del podio artigliato al Mugello da Albon. “Non va dimenticato che Alex ha fatto da subito molto meglio del driver di Rouen al volante della stessa macchina. Per cui, per quale motivo le cose dovrebbero andare in maniera differente ora?”, la domanda retorica del manager britannico. A conti fatti non è che il #23 abbia dato vita a performance memorabili e spesso nel corso della stagione è stato criticato perché lontano anni luce dal passo tenuto da Mad Max. Una difficoltà, questa, che per il 46enne è spiegabile in poche parole. “La RB è una monoposto più difficile da guidare rispetto all’AT essendo maggiormente sensibile al retrotreno. Credo sia chiaro”, ha chiosato giustificando le defaillance del 24enne che in ogni caso dovrà vedersela con Nico Hulkenberg, oggi assoluto uomo mercato.
Chiara Rainis
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