I tempi del recupero di Marc Marquez dalla frattura all’omero si allungano sempre di più. E c’è chi ipotizza che non tornerà come prima
Aveva provato a risalire in sella una sola settimana dopo la sua frattura all’omero destro, nelle prime battute del Mondiale. Poi il suo rientro in pista si è spostato sempre più avanti nel tempo, di pari passo con l’allungarsi dei tempi di recupero dalla doppia operazione chirurgica al braccio.
Ad oggi il suo attuale supplente alla Honda, il collaudatore Stefan Bradl, ha preannunciato che non rivedremo Marc Marquez nei Gran Premi almeno fino alla prossima stagione di MotoGP. Ma c’è anche chi ipotizza scenari ancora più negativi, ovvero che il Cabroncito non tornerà mai più in forma come prima, cioè che addirittura la sua intera carriera sia a rischio.
Ad oggi questa prospettiva sembra fortunatamente molto di là da venire, ma già il fatto che venga evocata fa sudare freddo l’entourage del campione del mondo in carica e tutto il suo team. “La guarigione sta richiedendo più tempo di quanto ci aspettassimo”, ha ammesso il team principal Alberto Puig ai microfoni di Sky Sport. “La sua frattura è lenta a rimarginarsi, non è rapida come avremmo voluto. Sinceramente non sappiamo quando tornerà, tutto è possibile”.
Già, al momento veramente ogni possibilità non è da scartare, per quanto riguarda il futuro dell’otto volte iridato. Compresa quella di una terza operazione, dopo quelle del 19 luglio e del 3 agosto, la seconda per sostituire la placca in titanio danneggiata dal suo tentativo di recupero lampo. La Casa alata si era affrettata a smentire inizialmente l’eventualità che Marquez finisse ancora sotto i ferri, ma adesso i vertici di Tokyo appaiono decisamente più possibilisti.
“Non so se si dovrà operare ancora, non conosco esattamente la situazione”, ha aggiunto Puig. “Non voglio pensarci, mi auguro di no. Ma tutto è possibile”. Tutto è possibile, di nuovo. Comprese le evoluzioni più sfortunate per il fuoriclasse catalano. Per ora l’unica certezza è che il suo avvenire è avvolto nella nebbia. E che persino i diretti interessati sembrano capirci poco.
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