Johann Zarco racconta come si è rilanciato in Ducati dopo la complicata esperienza in KTM. Honda prima e Ducati dopo lo hanno aiutato tanto.
Johann Zarco ha vissuto un 2019 difficile con la fallimentare avventura in KTM, ma quest’anno si è rilanciato sulla Ducati del team Reale Avintia.
E nella prossima stagione guiderà la GP21 della squadra Pramac Racing. Era stato in ballo per il team ufficiale, ma la casa di Borgo Panigale ha preferito promuovere Francesco Bagnaia. Comunque il pilota francese ha ottenuto un’ottima sistemazione per il 2021.
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Zarco nel corso del podcast Last On The Brakes ha raccontato le difficoltà vissute dopo l’addio anticipato alla KTM nel 2019: “Ero preoccupato e sentivo che era l’inizio della fine. Poco dopo ho parlato con la Honda perché Nakagami doveva sottoporsi ad un intervento alla spalla, quindi ho pensato che sarebbe stata un’opportunità. C’era qualche speranza, anche se all’inizio sembrava la fine”.
Il pilota francese ha spiegato quanto fosse complicato anche mentalmente il periodo vissuto in KTM, sia durante l’esperienza col team austriaco che dopo l’addio: “Non riuscivo a credere che fosse davvero finita. Avevo bisogno di darmi delle risposte perché durante la stagione 2019 avevo iniziato ad avere dei dubbi. Per ottenere risposte mi serviva una moto da competitiva per poter liberare la mia mente da questi dubbi”.
La breve esperienza nel team LCR Honda al posto di Takaaki Nakagami lo ha aiutato a conquistarsi un posto nel team Reale Avintia Ducati: “La fiducia è arrivata in Malesia, dove ho passato il miglior weekend con la Honda. Ero ottavo prima di cadere, non per colpa mia. Pensavano che sì, potevo farcela. Ciò mi ha aiutato ad ottenere un contratto con la Ducati. Quando hanno visto quello che stavo facendo hanno pensato che fossi un pilota che potevano prendere”.
Zarco sogna di raggiungere obiettivi importanti in MotoGP, non nasconde il desiderio di poter ambire alla corona iridata: “L’unica cosa che puoi sperare e sognare è un titolo mondiale in MotoGP. Finché credo di potercela fare, mi spingo a immaginare la strada da percorrere. Ma l’obiettivo principale è ancora lì ed è per questo che mi piace. Non è finita finché posso ancora crederci”.
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