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Categories: Formula 1

Berger su Hamilton: “Bravo, ma il più forte di sempre non è lui”

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Alessandro

L’ultimo traguardo ottenuto da Hamilton in Germania ha ravvivato il dibattito sul vero valore del pilota Mercedes. Ecco il parere di Berger.

Lewis Hamilton (Foto Lat Images/Mercedes)

Lewis Hamilton è veramente il più grande di tutti? I numeri potrebbero dirci di sì, ma sono in tanti a nutrire delle perplessità. D’altronde salvo il primo titolo conquistato con una McLaren competitiva ma con tanta concorrenza, gli altri cinque sono arrivati in carrozza, agevolati da una Mercedes dominante e in costante crescita. Ovviamente nessuno ha mai dubitato delle capacità del driver di Stevenage, ma certo, se avesse avuto qualche diretto rivale i suoi risultati sarebbero stati apprezzati molto di più. Di questo ne è convinto anche Gerhard Berger che, pur certo delle abilità di guida dell’inglese, si è guardato bene dall’esaltarlo a Dio della massima serie.

“Ham è un pilota eccezione e ha dimostrato di valere i mondiali che ha vinto”, ha dichiarato dal paddock di Zolder dove nel weekend si è svolto il round del DTM, prima di eleggere Ayrton Senna a migliore di tutti i tempi. “E’ morto giovane, altrimenti sarebbe ancora in vetta ad ogni classifica e si sarebbe portato a casa molti più allori. Nessuno è come lui”, ha detto convinto. Dopo tutto l’austriaco non poteva pensarla diversamente. Con Beco ha vissuto momenti epici, più che di rivalità, di profondo rispetto e amicizia reciproca. Un rapporto di complicità quasi anomalo e comunque assai poco diffuso in un ambiente tanto competitivo come quello del Circus.

Sulla scia della nostalgia di quella gloriosa prima metà degli anni ’90, il 61enne ha storto il naso anche davanti ad un altro paragone. Quello con Michael Schumacher, raggiunto dal 35enne al Nurburgring per quanto riguarda il numero di GP aggiudicati. “Vorrei che rimanesse il più vincente a lungo, anche solo per il destino che ha avuto. Tanto drammatico che mi viene da piangere ogni volta che ci penso”, ha chiosato consapevole che a dicembre ad Abu Dhabi potrebbe in qualche modo chiudersi un’epoca.

Ayrton Senna (Getty Images)

Chiara Rainis

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