Il limite dei due gettoni potrebbe creare un grosso problema alla Ferrari in ottica 2021 e anche l’unica soluzione utile per la ripresa non è percorribile.
Per la Ferrari non si mette per nulla bene. Al di là dei singoli risultati deludenti ottenuti a partire dal GP dell’Austria dello scorso 5 luglio, a preoccupare è l’imbarazzante sesto posto nella classifica costruttori con appena 80 punti contro i 391 della Mercedes, ma altresì l’impasse in vista del prossimo anno. La motivazione sarebbe legata alle ridotte possibilità di sviluppo delle monoposto che lega le mani a chi se ne deve occupare e di conseguenza limita le chance di risalita di un team che al momento dimostra di viaggiare nella nebbia.
“Come designer ci stiamo orientando a rifare il retrotreno della macchina”, ha rivelato al Corriere dello Sport il responsabile del reparto Simone Resta. “Riprogetteremo quella zona perché pensiamo che sia quella giusta per migliorare le prestazioni complessive”.
Se quella è la strada giusta da seguire resta da vedere, di certo in Germania le poche novità portate non hanno dato frutti, se non una fugace illusione, quando sabato Leclerc ha chiuso le qualifiche in quarta piazza, ma soltanto perché aveva la vettura scarica. Dal canto suo il boss Mattia Binotto predica concentrazione e orecchie da mercante davanti alle critiche. “Dobbiamo lavorare e pensare agli aggiornamenti in programma”, ha rilanciato a Sky Deutschland. La domanda che in molti si sono posti è perché a Maranello non siano tornati sui propri passi, ripristinando la SF90 che anche prima del presunto imbroglio post Monza 2019 era un po’ più competitiva. “Pur trattandosi di un’evoluzione come auto era piuttosto diversa. Non è possibile prendere dei pezzi e spostarli”, ha chiosato riducendo a livelli minimi o sottozero le chance di un recupero parziale nel breve termine. D’altronde l’ingegnere lo ha ripetuto spesso. Per rivedere il Cavallino competitivo dovremo tutti avere molta pazienza.
Chiara Rainis
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