Ha fatto discutere la decisione della Honda di dare l’addio alla F1 già a fine 2021 preferendo le corse americane. Ora però emerge la verità.
Con una conferenza stampa indetta a sorpresa lo scorso 2 ottobre, la Honda ha annunciato il ritiro al termine della prossima stagione dal Grande Circo. Una notizia che, sebbene anticipata lo scorso agosto almeno al gruppo Red Bull, ha lasciato tutti di stucco. Nessuno infatti poteva aspettarselo, soprattutto alla luce di risultati che stavano cominciando ad arrivare dopo gli anni tribolati da fornitore della McLaren. A colpire più ancora della scelta improvvisa, è stata la spiegazione fornita dalla Casa nipponica, ovvero l’esigenza di dedicarsi alle tecnologie “verdi” per raggiungere nel 2050 l’obiettivo di una produzione interamente “carbon free”.
E qui si è aperto il caso. Quasi in contemporanea il colosso di Sakura rendeva noto il rinnovo decennale con la IndyCar, serie che da 2021 adotterà la motorizzazione ibrida, ossia esattamente quella in uso in F1. Quindi, cosa significa? Che in Giappone non c’è più fiducia nella massima categoria motoristica? Secondo il responsabile Masashi Yamamoto non sarebbe così. Il motivo sarebbe molto più pragmatico e legato alla necessità di convertire il personale ingegneristico finora dedicato al Circus, allo studio e alla progettazione di veicoli “amici dell’ambiente”. Per quanto riguarda invece la presenza in America sarebbe dovuta ad un impegno gestito dalla Honda Performance Development, un ramo indipendente dell’azienda.
Secondo quanto si è appreso nelle ultime ore potrebbe esserci un nuovo colpo di scena. Yuki Tsunoda, pupillo del brand e attivo in F2 dove occupa la terza piazza generale, sarà protagonista, il 4 novembre, di una prova sul circuito d Imola al volante di una Toro Rosso STR13,in attesa di guidare l’Alpha Tauri 2020 nel rookie test di Abu Dhabi di dicembre, o forse anche prima. E’ emerso infatti che il 20enne potrebbe addirittura partecipare ad alcune sessioni di libere 1, probabilmente al posto di Daniil Kvyat, in proiezione 2022 quando la Honda potrebbe fornire ancora i suoi propulsori ma non ufficialmente.
Chiara Rainis
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