A quasi quattro mesi dall’incidente di Zanardi sulla handbike emergono nuovi dettagli che chiariscono parzialmente come sono andati i fatti.
Era il 19 giugno quando Alex Zanardi rimaneva vittima di un incidente mentre con alcuni atleti paralimpici stava prendendo parte ad una corsa dedicata proprio agli sportivi più sfortunati, particolarmente penalizzati dallo stop obbligato a causa del Covid-19. Da allora molto si è scritto e detto. Innanzitutto che le strade non erano chiuse in quanto la manifestazione era puramente amatoriale e non sportiva, motivo per cui il comune di Siena interessato dal passaggio non era stato avvisato.
Secondo quanto emerso nell’ultima settimana dal vaglio dei filmati girati da un operatore al seguito della staffetta da parte dell’ingegner Dario Vangi, il mezzo pesante che ha investito il pilota bolognese avrebbe invaso la corsia opposta mentre percorreva la strada provinciale da San Quirico d’Orcia a Pienza, ma non avrebbe determinato l’improvvisa manovra verso destra del campione e il suo conseguente ribaltamento.
“La posizione del camion sarebbe fisiologica per quel tipo di veicolo e per quella strada e non sarebbe il motivo dell’incidente”, le parole dell’ingegnere Mattia Strangi, consulente dell’autotrasportatore Marco Ciacci.
La famiglia del 53enne però non ne vuole sapere. La moglie Daniela e il figlio Niccolò continuerebbero ad insistere nella tesi che sia stata proprio l’invasione parziale della corsia la ragione dello sbandamento e della perdita di controllo dalla biciletta.
A fronte di questo tira e molla è facile immaginare che la vicenda processuale si trascinerà ancora a lungo. Nessuna delle parti pare voler cedere e stando a quanto già avvenuto per precedenti eclatanti come i decessi del motociclista Nicky Hayden (22/5/2017) e del ciclista professionista dell’Astana Michele Scarponi (22/4/2017), con ogni probabilità la questione terminerà con un concorso di colpa.
Al momento Zanardi è ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano dove sta proseguendo la convalescenza.
Chiara Rainis
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