Leclerc doveva fare mari e monti, ma anche in Germania non è andato oltre la settima piazza. Ecco perché la prestazione di Vettel con un’auto non aggiornata non merita critiche.
La quarta posizione conquistata a macchina scarica nelle qualifiche del Nurburgring non è valsa a nulla, o per meglio dire non si è concretizzata in un risultato di peso alla domenica. Anche tra le montagne dell’Eifel la Ferrari ha rimediato una figuraccia. Incapace di reggere il passo dei più forti, ma soprattutto vittima di sorpassi plateali manco fosse ferma. Benché Charles Leclerc resti un “predestinato” in pectore e la seconda fila artigliata sabato sia stata celebrata come una pole position, quando doveva quagliare il monegasco non lo ha fatto. Ha subito le mancanze della sua SF1000 e malgrado la fame tipica dei giovani rampanti ha dovuto accodarsi alla concorrenza più competitiva, imbrigliato alla faccia delle evoluzione che la Rossa ha portato per l’occasione.
Non appena dotata della benzina necessaria per completare un GP, la vettura modenese ha fatto flop o quasi, penalizzata anche dalle basse temperature che non hanno mai superato i 10°C.
Per quanto riguarda Sebastian Vettel, la situazione è quella che ormai per lui è diventata una costante. Buttato in pista con un’auto che è praticamente quella di inizio luglio, il tedesco, undicesimo alla bandiera a scacchi, ha portato a casa quel che è riuscito, costretto ad osare e a spingere oltre il necessario avendo tra le mani un mezzo disegnato ad hoc per il compagno. La sensazione è quella che sia stato completamente abbandonato a sé stesso perché non è possibile che un quattro volte iridato si sia dimenticato come guidare, cascando in continuazione negli stessi errori. Vederlo lottare nelle retrovie con le Haas, le Alfa Romeo e la Williams di Latifi fa un certo effetto. Per dirla alla Crozza quando imita Binotto “qualcosa ci sfugge”. Deve essere per forza così. Seb non può aver tirato i remi in barca in maniera tanto eclatante, mentre dall’altro lato non ci sarebbe da stupirsi se il team lo stesse lasciando naufragare in perfetta solitudine sapendo che fra pochi mesi(non per scelta sua) andrà altrove.
Chiara Rainis
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