Richiamato all’ultimo secondo per sostituire Stroll, Hulkenberg ha dato l’ennesima dimostrazione del suo valore. Un talento sprecato, o forse non capito.
Il 2020 di Nico Hulkenberg potrebbe essere materia buona per un libro o per una bella storia da raccontare. Avvisato a metà della passata stagione dalla Renault che per lui non ci sarebbe stato più posto alla luce della promozione del francese Esteban Ocon, il tedesco si è trovato all’improvviso senza un volante tra le mani. Protagonista di un colorato show d’addio sulla pit lane di Abu Dhabi lo scorso dicembre, probabilmente mai avrebbe immaginato quanto gli è poi capitato una volta superato il lungo periodo di lockdown causa Covid.
Al principio fu una telefonata ricevuta a poche ore dal via del GP di Silverstone per la positività al Coronavirus di Sergio Perez. In quell’occasione, con ancora in corpo la frenesia per la chiamata alle armi da parte della Racing Point ricevuta in piena notte, non poté neppure riprovare l’ebrezza della corsa in quanto un problema tecnico prima dello schieramento in griglia gli impedì di partecipare. Una settimana dopo, più tranquillo, riuscì addirittura a salire sul podio.
Tutto però sembrava essersi dissolto così, con un arrivederci e grazie e il rientro di Checo non appena guarito dal virus, ed invece, ecco arrivare un’altra opportunità. Al Nurburgring, il sabato mattina. In giro per Colonia in attesa di un’ospitata per la tv tedesca RTL, il biondo, si trovava in un bar con un amico a bere un caffè, quando alle 11 il suo cellulare è suonato. Dall’altro capo il boss della futura Aston Martin Otmar Szafnauer che lo incitava a recarsi in fretta in circuito. Il motivo, come sappiamo, è il problema intestinale che aveva colpito Lance Stroll. Giunto di tutta corsa in pista, non ha avuto neppure il tempo di acclimatarsi che era già tempo di qualifiche, purtroppo per lui concluse in 20esima piazza. Aiutato da una RP20 decisamente competitiva e da un buon piede il 33enne è stato protagonista di un’ottima rimonta fino all’ottava posizione. Una prestazione notevole che gli è valsa il riconoscimento di “Pilota del Giorno”.
Acclamato come un driver di talento, Hulk si è trovato fuori dalla F1 come un mestierante qualsiasi. Evidentemente non compreso dalle scuderie di vertice, non ha mai avuto la chance che avrebbe meritato. Un vero peccato per una serie che spesso, in tempi recenti, ha preferito appoggiarsi a chi godeva di valigie più di capacità.
Chiara Rainis
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