A sei giri dal traguardo di un Gran Premio dell’Emilia Romagna di MotoGP che fino a quel momento stava dominando, Pecco Bagnaia è caduto e si è ritirato
“Dispiace, si può dire che quest’anno io vada a braccetto con la sfiga”. Il rammarico è evidente, nelle parole di Pecco Bagnaia, e più che giustificato. Il Gran Premio dell’Emilia Romagna sembrava la sua gara, quella destinata a portargli in dote il suo primo successo in MotoGP. Invece, a soli sei giri dal traguardo, quando aveva mantenuto il comando per quasi tutta la corsa fino a quel momento, è scivolato, buttando via l’ennesima prestazione maiuscola di questa sua stagione finora non certo baciata dalla buona sorte.
“La moto fa paura, stiamo riuscendo ad andare molto forte sempre”, commenta il pilota torinese ai microfoni di Sky Sport. “Eppure a a Jerez mi si è rotto il motore, poi mi sono fratturato la tibia per una caduta veramente stupida e qui sono finito di nuovo per terra. Non mi sta andando benissimo. Ma la cosa importante è aver dimostrato di essere stato il più forte in questo weekend: in qualifica avevo fatto un tempo impressionante e oggi in gara, senza spingere, stavo andando via”.
Ciò che lascia più interdetto il portacolori della Pramac, squadra satellite della Ducati, è essere finito a terra in un momento in cui non stava nemmeno esprimendo il suo massimo potenziale. “Quello che fa proprio male è essere caduto mentre stavo gestendo”, afferma Bagnaia. “Veniva tutto abbastanza facilmente: avendo un grande motore e una moto veloce in staccata potevo permettermi di non forzar troppo, anche nelle curve come quella in cui sono caduto. Non stavo esagerando, stavo andando tranquillo. L’avrei accettato di più se fossi stato secondo, se avessi spinto per andare a prendere Maverick (Vinales, ndr). Essere caduto in questo modo quasi inspiegabile, senza preavviso, è tosta da capire e mi preoccupa un po’”.
Ma un lato positivo se lo può portare a casa, Pecco, da questo ennesimo weekend concluso con l’amaro in bocca: se continuerà ad andare così forte, i risultati positivi non potranno che arrivare. E anche molto presto.
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