Al termine di un Mugello disastroso per la Ferrari ha colpito lo snobbismo di Binotto nei confronti di Vettel, ormai solo e senza bussola.
Il GP della Toscana di domenica scorsa ci ha presentato due dati di fatto: il fallimento della Rossa nel 2020 non è soltanto tecnico, ma è soprattutto umano. Al di là del vergognoso risultato che ha visto Leclerc terminare in ottava piazza per merito della penalità inflitta a Raikkonen, e Vettel in decima posizione su un totale di dodici vetture all’arrivo, ciò che sorprende è la continua e quasi imbarazzante mancanza di sinergia all’interno del box. Un elemento imprescindibile in un momento tanto delicato. Passi pure l’illogicità delle parole del Presidente John Elkann, perdonabile in quanto completamente estraneo all’ambiente, il quale, dopo aver alzato bandiera bianca rimandando l’appuntamento col successo al 2022, ha osannato Hamilton manco fosse uno dei suoi piloti, ma il comportamento del leader del muretto Mattia Binotto, quello sì, ha dell’inaccettabile. Intervistato al termine della gara numero 1000 della Ferrari, tra l’altro sul circuito di casa, l’ingegnere promosso a dirigente non si è neppure degnato di commentare la corsa di Sebastian, ignorandolo piè pari, forse indispettito dall’annuncio fatto proprio alla vigilia del GP del suo passaggio nel 2021 in Aston Martin.
Consapevole di essere ormai un cavaliere solitario il tedesco ha snocciolato tutte le carenze di una SF1000 di cui nessuno sembra conoscere la chiave.
“C’è stato un grande calo di passo in corsa”, ha detto. “Non eravamo abbastanza veloci e quando ci chiediamo il perché non sappiamo rispondere. Non dipende da un solo fattore. Sappiamo che la nostra auto non è abbastanza competitiva, tuttavia ci saremmo aspettati un ritmo decisamente migliore”. Di certo non soddisfatto di quanto ottenuto, il #5 non ha nascosto i suoi timori per il prosieguo di stagione.
“Credo che sarà difficile riuscire a fare una grande differenza, comunque cercherò di fare qualcosa per provare ad avere un maggior feeling con la monoposto”, ha concluso sconsolato.
Chiara Rainis
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