La gara movimentata di Monza e i primi effetti dell’abolizione del ‘party mode’ potrebbero portare all’introduzione di un format un tempo scartato.
La mente della FIA e di Liberty Media è sempre in movimento. Una ne fanno e cento ne inventano. D’altronde, dati alla mano, la salute della F1 non è delle migliori. Per capirci, il GP d’Italia di domenica scorsa, seguito su TV8 da 1,8 milioni di persone, ha segnato un record in negativo di ascolti, con cifre che non si vedevano dal quasi preistorico 1995.
Una situazione allarmante, figlia di una Ferrari per nulla competitiva e di una battaglia per la vittoria pressoché ridotta ai due piloti Mercedes. Ecco perché, al di là di quanto successo sul circuito brianzolo in termini di spettacolo, il Gotha delle teste pensanti del Circus continua a riflettere sul da farsi. Tra le idee tornate in auge dopo un’iniziale bocciatura ci sarebbe l’adozione della griglia di partenza al reverse, così per movimentare un po’ la corsa.
“i team avevano votato contro, ma non abbiamo ancora abbandonato l’ipotesi. Ne stiamo discutendo per il 2021 anche con le squadre”, ha dichiarato Ross Brawn, responsabile sportivo dell’ente proprietario della baracca dorata. “Il gran premio italiano ha dato dimostrazione di quale show può creare uno schieramento mescolato e i nostri tifosi dovrebbero goderne sempre”.
Complice delle schermaglie e delle ruotate che hanno finalmente emozionato anziché incentivare il sonnellino pomeridiano domenicale, l’abolizione delle mappature da scegliere a seconda della fase di gara e del bisogno. Un divieto che non ha convinto, come ovvio che fosse, i principali beneficiari, le Frecce Nere.
“Non credo sia positivo. Era più divertente quando si potevano gestire motore e sorpassi”, ha affermato Lewis Hamilton. Leggermente meno scettico e più diplomatico si è invece professato Valtteri Bottas. “E’ probabile che l’assenza delle varie modalità abbia agevolato le manovre tra vetture, ma credo soltanto in parte”, il suo pensiero.
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Chiara Rainis
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