Scott Redding rimpiange l’occasione sprecata ad Aragon e la caduta in gara-1. E guarda ai dati di Alvaro Bautista con Ducati.
Scott Redding lascia Aragon con uno scarto lievitato a 36 punti in classifica da Jonathan Rea. La caduta in gara-1 ha complicato la corsa al mondiale, la vittoria in Superpole ha consentito di recuperare qualcosa, in gara-2 non è riuscito a ripetersi dovendosi accontentare del terzo posto. Un risultato offuscato dalla grande prestazione di Michael Rinaldi in entrambe le gare principali.
Il pilota britannico si è rammaricato dopo Gara 2 di domenica per non aver optato per il posteriore extra morbido di Pirelli, lo stesso utilizzato nella Superpole Race e che gli ha regalato la vittoria. Nella gara da 18 giri, però, Scott ha esaurito la gomma e non ha potuto fermare Rea o Rinaldi. In un’intervista a Bikesportnews non nasconde l’amarezza per il bilancio finale del week-end di Aragon. “È stato un peccato, pensavo di avere il ritmo per lottare fino al traguardo, ma abbiamo dovuto scommettere tra la SCX [extra-soft] e la SC0 [soft]. Era un casino – ha ammesso Scott Redding -, ma quando sei una squadra poi guardi quello che fanno gli altri perché pensi che possa funzionare per te”.
Alla vigilia della prima gara sembrava che la Ducati potesse avere vita facile con il suo motore sul lungo rettilineo del tracciato aragonese, con Alvaro Bautista che lo scorso anno aveva ottenuto tre vittorie di fila, anche se lo spagnolo aveva sofferto per una mancanza di grip all’anteriore che ha già portato il britannico a subire una caduta in Gara 1 sabato: “Ho avuto problemi simili su altri circuiti, ma questo fine settimana ho avuto molti problemi sull’anteriore, non avevo grip nelle curve lunghe… penso che sia lì che abbiamo perso di più. Ecco perché Johnny [Rea] mi ha inseguito lì tutto il tempo. L’anteriore scivolava tutto il tempo”. E concluse: “Era Alvaro ad essere veloce”.
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