Il GP di Monza ci ha rivelato che anche la dominatrice Mercedes può essere messa in difficoltà ed è bastato pochissimo.
Tutti hanno un punto debole e pure le potentissime Frecce Nere hanno dimostrato di averne uno. Domenica scorsa nel Tempio della Velocità la Mercedes ha palesato un evidente handicap non appena le carte di sono rimescolate.
In pratica, quando ci sono degli intoppi e degli imprevisti il super organizzato box di Stoccarda può saltare. In fin dei conti è bastato un piccolo errore di valutazione, ovvero non aver visto il semaforo rosso in entrata in pit lane quando in pista c’era la Safety Car, per andare in tilt. Costretto a scontare uno stop&go per l’infrazione, Lewis Hamilton ha potuto fare quello che ha potuto e chi si immaginava che nell’arco di pochi giri sarebbe arrivato in zona podio è stato smentito. Anche lui, come gli altri, e malgrado un missile come la W11 sotto il sedere, ha sofferto per rimontare il gruppo, concludendo in una settima piazza qualsiasi. E che dire poi di Bottas, vera delusione del gran premio? Il finnico non è mai stato in corsa. Risucchiato da buona parte della top 10 al via, si è presto lamentato della macchina e del motore, e quando aveva la chance per rubare il palcoscenico all’ingombrante compagno di squadra si è perso totalmente terminando quinto e mediocre.
Frustrato per il mancato en plein che sulla carta sarebbe dovuto arrivare in carrozza, il boss Toto Wolff ha così snocciolato tutti i punti caldi di una gara al di sotto delle attese. “Non c’era alcuna luce rossa, ma solo due croci gialle all’esterno della Parabolica”, le sue parole a proposito di quanto accaduto al sei volte iridato. “Abbiamo visto il messaggio sulla corsia box all’ultimo momento nel remote-garage. Uno degli strateghi ha subito avvisato Ham via radio, però era troppo tardi”.
“Riguardo Valtteri dobbiamo capire cosa è successo. Dai dati non è emerso nulla, tuttavia si vedeva che aveva difficoltà”, ha chiosato rammaricato.
Chiara Rainis
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