Sul circuito di Monza la Ferrari non riesce neppure ad avere uno slancio d’orgoglio e gli errori del box non fanno altro che complicare una situazione già delicata.
C’è poco da dire. Nel Tempio della Velocità la Rossa ha deluso. E’ vero che ciò che conta è la gara e che i punti si raccolgono la domenica, ma lo spettacolo regalato in fase di qualifica è stato davvero increscioso. E non tanto per la doppia eliminazione prima del Q3, quanto per l’ennesima dimostrazione che al muretto e nel garage viaggiano nella totale mancanza di lucidità. Ci riferiamo soprattutto all’incapacità di leggere gli eventi. In fin dei conti, sin dalle libere 1 di venerdì abbiamo assistito a grandi e anomali imbottigliamenti, ma alla Ferrari non ne hanno tenuto conto e nel Q1 hanno mandato Vettel e Leclerc fuori proprio nel momento di massimo traffico, agevolando l’eliminazione di Sebastian. Rimasta con il solo Charles in lotta per la seconda fase, la squadra si è data un’altra martellata, ripetendo il medesimo errore.
“Ho fatto il massimo possibile”, le parole del monegasco solo 13°. E in effetti molto di più non poteva fare, allo stesso modo di Seb, addirittura 17°, imbarazzato per non aver neanche auto la chance di giocarsi le sue carte impantanato tra le macchine.
Ma, ci chiediamo noi, come può il Cavallino non essere in grado neppure di copiare? Basterebbe semplicemente osservare il comportamento della Mercedes per non trovarsi in impasse del genere. Ogni gran premio è la stessa storia. Le due Frecce Nere vengono mandate fuori a semaforo verde appena acceso, di conseguenza mai si trovano nel trenino che impedisce di migliorare. Come può, dunque la scuderia di Maranello non aver capito come fare?
Per fortuna che quest’anno non ci saranno tifosi sugli spalti, altrimenti qualche fischio ad indirizzo della Ferrari sarebbe tranquillamente, e giustamente, arrivato.
Chiara Rainis
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