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Categories: Formula 1

La ricetta di Minardi: “La Ferrari può risalire così (anche se sarà faticoso)”

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Alessandro

Gian Carlo Minardi, fondatore dell’omonima scuderia, dà i suoi consigli alla Ferrari su ciò che dovrebbe fare per tornare al vertice della Formula 1

Charles Leclerc in pista nel Gran Premio del Belgio di F1 2020 a Spa-Francorchamps (Foto Studio Colombo/Ferrari)

Assistere al Gran Premio del Belgio ha lasciato un retrogusto dolce e amaro a Gian Carlo Minardi. Da un lato, infatti, la gioia per aver assistito alla squadra da lui fondata, l’attuale Alpha Tauri, che si è qualificata in griglia di partenza davanti alla Ferrari.

“Vedere le macchine della mia ex scuderia che partono davanti alla Ferrari mi regala una sensazione agrodolce”, commenta ai microfoni del Resto del Carlino. “Sono contento per gli amici di Faenza. Coi soldi della proprietà Red Bull lavorano bene. Sono bravi, lo sono sempre stati, al netto delle risorse disponibili”.

Dall’altro, però, il dispiacere per il disastro sportivo della Rossa: “Provo una gran malinconia. Certe prestazioni non sono da Cavallino. Da fuori, osservo che non può essere soltanto il motore la causa della crisi. È evidente che telaio ed aerodinamica non compensano la carenza di cavalli”.

I consigli di Minardi alla Ferrari

Alla Ferrari serve una totale rifondazione: ripartire da zero, per quanto ripida sia la salita, è l’unica strada per tornare in vetta alla Formula 1. “In una situazione del genere, il passato non conta più”, afferma Minardi. “Bisogna ragionare partendo dalla realtà del presente, che è molto dolorosa. Massima umiltà e se serve gente da fuori si va a prenderla. Ma occorre comprendere che risalire sarà molto, molto faticoso”.

E questa rifondazione potrebbe comportare non tanto il fatto di licenziare il team principal Mattia Binotto, ma di affiancarlo con una figura di maggior peso specifico.

“Di quanta autonomia gode Mattia? Può decidere liberamente, in prima persona?”, si chiede l’ex boss. “In Ferrari, dal Drake in poi, quasi sempre c’è stato un leader carismatico. Montezemolo lo era, Marchionne lo era. Oggi non so, non mi permetto di giudicare John Elkann, solo ho la sensazione che qualcosa sia venuto meno. Io Binotto lo stimo e poi qui non serve il capro espiatorio. Certo non è bello sentirgli sempre dire che debbono capire cosa non va, è un ritornello che deprime i tifosi”.

Leggi anche —> L’ex della Ferrari sa la verità: “Ecco il motivo del dramma vissuto in Belgio”

Gian Carlo Minardi all’epoca in cui era team principal in Formula 1 (Foto GABRIEL BOUYS/AFP via Getty Images)
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