In Belgio forse abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso da parte della Ferrari. E guardando a Monza le prospettive non sono migliori.
A Spa-Francorchamps la Rossa ha fatto vedere il peggio di sé. Nell’ultima parte del gruppo sin dal venerdì, ha toccato il fondo sabato mattina per poi rimediare la figuraccia della doppia eliminazione nel Q2 al pomeriggio. E se il boss Mattia Binotto cercava di tranquillizzare i tifosi sostenendo che i punti si raccolgono alla domenica, la corsa non ha raccontato una storia meno tragico-comica.
A pesare nel giudizio finale non sono tanto la 13esima e 14esima piazza conquistate rispettivamente da Vettel e Leclerc, quanto la totale mancanza di competitività dell’auto e della squadra in generale.
Visibilmente sofferente sul dritto, la SF1000 ha subito sorpassi clamorosi effettuati con una facilità incredibile che ci si aspetterebbe su una Williams e non sulla monoposto di una scuderia con le sue risorse di quella di Maranello. In particolare ha colpito la manovra dell’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen, dotata del medesimo propulsore, su Sebastian, senza neppure la necessità di attivare il DRS. Ciò significa che il problema non riguarda solamente il motore, ma è l’intero progetto ad essere sbagliato.
E che dire dei pasticci al pit stop, come la lunghissima sosta di Charles al momento dell’ingresso della safety car per l’incidente che ha visto coinvolti Giovinazzi e Russell, o ancora l’indecisione del muretto sulla strategia da seguire, così come le orecchie da mercante davanti alle richieste di Seb di fare un cambio gomme extra.
Dal primo appuntamento post-estate è emerso chiaramente che il Cavallino è un team completamente fuori fase, motivo per cui non riesce a compiere senza sbavature nessuna delle azioni previste nel contesto di gara e a capire quale sia la strada giusta da seguire. Considerato che la prossima pista sarà Monza, un’altra bestia veloce, non possiamo che aspettarci una nuova sofferenza.
Chiara Rainis
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