A qualche giorno di distanza, Maverick Vinales ha già messo dietro le spalle la rottura dei freni in Stiria, che lo ha costretto a gettarsi dalla Yamaha
A qualche giorno di distanza dal terribile episodio del Gran Premio di Stiria, quando si è salvato gettandosi dalla sua Yamaha rimasta senza freni in fondo al rettilineo, Maverick Vinales non prova più paura per l’enorme rischio che ha corso.
Al contrario, ora in lui prevale la rabbia, per il terreno perso in campionato: “La notte successiva ho dormito abbastanza bene, come sempre, perché ormai sono abituato al pericolo, ci convivo”, spiega ai microfoni del Corriere della Sera. “Ogni pilota sa che può capitargli una cosa simile. Lo spavento passa subito. La rabbia resta perché avevo l’opportunità di fare punti importanti per il Mondiale”.
Top Gun, insomma, è già pronto a ripartire, ma non prima di aver analizzato le ragioni del problema che lo ha riguardato: “Ogni volta che si cade ciò che conta è capirne il motivo. Individuarne la causa, cercarne il senso. E se non ti sei fatto nulla, monti di nuovo in sella e ci provi un’altra volta”.
E la ragione tecnica è facile da spiegare: “Ho perso una delle pastiglie. Era troppo consumata ed è saltata via. La settimana prima avevo utilizzato lo stesso impianto senza problemi. Non ho avuto nessuna avvisaglia in prova. Difficile capire come mai l’inconveniente è capitato proprio durante la gara successiva. Altri piloti hanno usato una nuova pinza freno, io l’ho montata nelle prove del sabato ma non mi ha convinto. Non frenavo come volevo”.
Il rischio, però, fa parte integrante del motociclismo: “Il nostro è uno sport pericoloso, negarlo non serve. Abbiamo visto che cosa è successo nella prima gara in Austria. Mi rendo conto dei rischi che affronto, ma correre in moto è la mia vita, la mia passione. Io l’accetto e quindi do sempre il massimo. A tutto gas. Adesso sono motivatissimo, so di poter lottare per il campionato”.
E, dunque, si pensa subito al prossimo appuntamento, in Italia: “La testa è già proiettata sulla prossima gara, a Misano. Quest’anno è un campionato molto diverso. Tante gare di fila, anche due nello stesso circuito. Può succedere di tutto. Repubblica Ceca e Austria erano le due piste peggiori per me. Adesso arrivano quelle che mi piacciono. Se ti fai male è difficile recuperare in un campionato così serrato. Ecco perché è importante essere molto concentrati e preparati per dare il massimo. Servono un fisico allenato e molta attenzione. E soprattutto è fondamentale finire le gare”. Freni permettendo…
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