Secondo il quattro volte iridato Prost se la Mercedes vince a ripetizione dall’inizio dell’era ibrida è dovuto ad una ragione ben precisa.
Niente imbrogli o escamotage tecnici piazzati sotto la carrozzeria delle loro macchine. Per Alain Prost se la Mercedes continua a dominare dal 2014 è per un motivo legato alla sfera umana. In fin dei conti qualcosa di analogo lo aveva dichiarato in tempi piuttosto recenti lo stesso Nico Rosberg, iridato nel 2016 con le Frecce d’Argento, convinto che la differenza rispetto alla Ferrari sia racchiusa in una maggior sinergia del gruppo e al costante tentativo di boss Toto Wolff di far sentire tutti importanti se non addirittura indispensabili.
Per aggiungere un mattoncino a tale ragionamento, il grande rivale di Senna ha fatto un parallelismo all’epoca di Schumacher al Cavallino. Come allora Michael era fedele al marchio italiano, così adesso Hamilton lo è per la Casa della Stella. Una lealtà chiave per ottenere buoni risultati. “Lewis ha fatto cose incredibili”, ha affermato a PA News. “Questo è possibile soltanto se ci si impegna fortemente con una sola squadra”.
“Quando Michael si aggiudicò tutti quei mondiali eravamo convinti che nessuno sarebbe stato in grado di batterlo visto il funzionamento della F1 moderna, ma l’inglese ha ribaltato la situazione. Personalmente noto delle somiglianze tra le due supremazie, in quanto la storia di base è la stessa”.
Il francese ha giustamente evidenziato come la continuità e l’unità facciano molto. Un atteggiamento opposto a quello tenuto dall’equipe di Maranello che insiste nei rimpasti.
“A Stoccarda hanno un’organizzazione perfetta con il personale al posto giusto e un pilota numero uno definito”, ha proseguito nella riflessione. “Quando c’è stabilità, psicologicamente è importante. Certi riscontri cronometrici sono fattibili solamente se ci si sente a proprio agio nel team per cui si corre”, ha chiosato il 65enne.
Impossibile non pensare a Vettel davanti a simili parole. A differenza del collega di Stevenage, il tedesco non deve mai essersi sentito in un luogo amico in zona Modena e il modo in cui si sta chiudendo il suo percorso ne è testimonianza.
Chiara Rainis
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