La F1 vuole proibire la mappatura dei motori da qualifica, che avvantaggia la Mercedes sul giro secco. Ma questo cambio di regole non spaventa Hamilton
Lewis Hamilton non appare stupito, né tantomeno spaventato. La decisione della Formula 1 di proibire le mappature da qualifica è stata pensata per eliminare il vantaggio della sua Mercedes sul giro secco, maligna il campione del mondo in carica. Ma non riuscirà nel suo intento.
Probabilmente già dal Gran Premio del Belgio la Federazione imporrà nuove restrizioni sui motori, tra le quali anche la proibizione della modalità a “massima potenza”, utilizzata nei momenti chiave della corsa alla pole position e dei sorpassi in gara, e ideata per prima proprio dalla Mercedes.
In molti hanno visto questa decisione come un tentativo di limitare lo strapotere della Freccia d’argento, e anche Hamilton condivide questa chiave di lettura. “Non è una sorpresa, cercano sempre di rallentarci”, ha commentato nella conferenza stampa alla vigilia del GP di Spagna. “E anche questa modifica, ovviamente, ha questo scopo, ma non credo che riusciranno ad ottenere il loro risultato. Per noi non cambia molto, quindi non sarà un problema. I ragazzi del team hanno svolto un ottimo lavoro con il motore. Quindi, se prenderanno questa decisione, per noi va benissimo”.
Più cauta è la lettura del suo compagno di squadra Valtteri Bottas, secondo il quale non si può giudicare con precisione chi si avvantaggerà e chi ci perderà da questo cambio di normativa. “È impossibile sapere quanto guadagnino gli altri motoristi in qualifica, quando mettono giù tutti i cavalli, se sia di più o di meno rispetto a noi”, spiega il finlandese. “Ma noi non andiamo nel panico per questa regola che, se sarà confermata, sarà la stessa per tutti. Ovviamente la decisione non dipende da noi, ma la prendiamo come viene”.
Nemmeno Bottas, dunque, si dice preoccupato, se non per lo spettacolo: “Ogni squadra ha diverse mappature, decide quando rischiare di usurare il motore e quando invece può permettersi di risparmiarlo, e lo stesso vale per noi. E anche in termini di strategie di gara, molte volte i piloti usano modalità differenti in difesa o in attacco. Dal mio punto di vista penso che se la modalità fosse la stessa per tutti nel corso dell’intera gara assisteremmo a meno sorpassi, invece giocando con le mappature a volte usiamo più potenza e a volte meno e cerchiamo di massimizzare ogni situazione. Alla fine avremo solo una cosa in meno da fare mentre guidiamo”.
Leggi anche —> F1: stop alla mappatura da qualifica, guai per Mercedes?
L'industria automobilistica italiana affronta sfide significative nel 2025, con la transizione all'elettrico, i costi energetici…
La carriera di Valentino Rossi lo vede ormai del tutto impegnato nel mondo delle quattro…
Nel 1997, Juan Pablo Montoya si distingue in F3000 con la RSM Marko, affinando una…
La Xpeng P7+ 2026, berlina sportiva e auto di famiglia, debutta in Europa con un…
La nuova berlina elettrica Xpeng P7+ promette un'esperienza di guida rivoluzionaria grazie all'intelligenza artificiale, con…
Aprilia svela le nuove livree per la MotoGP 2026, guidate da Marco Bezzecchi e Jorge…