Alex Rins ha sfiorato l’impresa a Brno: 4° posto con una spalla dolente che rischia di portarlo sotto i ferri.
Alex Rins ha lasciato Brno ai piedi del podio e nonostante una spalla ancora dolorante dopo l’infortunio rimediato nella Q2 di Jerez. Un infortunio che, in qualsiasi momento, può trasformarsi in un dramma e costringerlo a ricorrere ad un’operazione chirurgica che è stata rinviata a fine campionato per non saltare la stagione.
Tutto è ancora possibile per il pilota della Suzuki, arrivato 4° a Brno anche in condizioni ancora precarie, un’impresa che è passata un po’ in sordina dopo le sorprese di Binder, Morbidelli e Zarco. “Do molto più valore al decimo posto preso a Jerez. Dalla prima alla seconda gara di Jerez ho avuto una settimana davvero brutta, con molto dolore e con molto impegno ho cercato di correre. C’erano condizioni estreme, molto caldo e umido”.
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In Repubblica Ceca ha sfiorato l’impresa, un solo giro in più e avrebbe potuto salire sul gradino più basso del podio. “Un solo giro in più e avrei superato Johann Zarco. È stata una bella gara. Sono contento del risultato. Ero seduto in camper dopo la gara e ho pensato: se fossi salito sul podio in queste circostanze sarebbe stato fantastico. Il quarto posto mi va bene… Il dolore che ho avuto a Jerez è stato molto più acuto del dolore che ho avuto in questa gara. Ho fatto alcuni giri con molto dolore, un sovraccarico al braccio, ma negli ultimi tre giri ero così concentrato su Zarco che non ho sentito molto dolore”.
Alex Rins ha dovuto fare ampio ricorso agli antidolorifici, soprattutto dopo il warm-up, per sostenere i 21 giri di gara. “Domenica mattina ho fatto solo due giri per prendere confidenza con la moto. Già allora ho sentito molto più dolore. Sono andato dai medici di gara e ho chiesto degli antidolorifici. È andata meglio, ma a fine gara ho sentito di nuovo chiaramente il dolore”. Vale la pena stringere i denti in un campionato dove tutto può succedere: “È raro vedere tutti questi piloti davanti, mentre prima erano solo Marquez, Lorenzo, Rossi e Pedrosa, quindi bisogna approfittarne. Dobbiamo andare in guerra e lottare”.
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