Il boss Mercedes Wolff starebbe cercando di convincere le scuderie di F1 a non procedere in tribunale contro la Racing Point.
Da buon volpone quale è il grande capo delle Frecce d’Argento Toto Wolff si starebbe dando un gran da fare per mettere il muto una volta per sempre alla questione “Mercedes Rosa“. Vicenda che sta tendendo banco da ormai qualche mese, e che ha avuto la sua prima sentenza di condanna lo scorso weekend quando la Racing Point ha subito una decurtazione di 15 punti nella generale costruttori ed è stata punita con una multa da 400.000 euro.
Seppure in questo momento farebbe bene a guardare in casa propria dove i problemi non mancano, l’analisi più azzeccata sul caso tecnico del 2020 l’ha avanzata il responsabile della Ferrari Mattia Binotto sostenendo che se c’è qualcuno che ha copiato, qualcun altro, connivente, ha passato il “compito”.
Ebbene, consapevole della veridicità di tale osservazione il manager austriaco, si sarebbe presentato ai delegati federali nella veste di mediatore per bloccare ogni tipo di interrogazione sui famosi condotti dei freni ripresi pari pari dal team con base a Silverstone.
Ricordiamo che le scuderie hanno tempo fino a questo mercoledì per formalizzare la loro richiesta d’appello davanti alla Corte.
“Non credo che ci sia dell’interesse a portare avanti ad oltranza questa storia”, ha dichiarato il 48enne a Sky Sports F1 direttamente dal paddock inglese. “Ci vorranno almeno un paio di mesi prima che ci possa organizzare con gli avvocati e tutto il resto. Quindi bisognerebbe adottare un approccio pragmatico. Io sono stato invitato a mediare le discussioni tra i due gruppi e ho cercato di farlo al meglio”. In pratica, da quanto possiamo capire, Wolff sarebbe andato fior da fiore a sconsigliare qualunque azione di rilevanza legale e a chiudere a tarallucci e vino quello che potrebbe essere stato un semplice passaggio volontario di informazioni da un’equipe ad un’altra per trarre, ovviamente dei benefici.
Chiara Rainis
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