Dopo aver puntato per anni solo e unicamente su Marc Marquez, la Honda si è fatta trovare impreparata quando il suo campione ha dovuto dare forfait
Lo sanno bene i giocatori d’azzardo: puntare tutto su un solo numero è il modo migliore per massimizzare le vincite, quando si è fortunati, ma anche le perdite, quando la sorte gira a sfavore. Ed è proprio quello che è successo alla Honda in questa stagione 2020.
La Casa di Tokyo, negli ultimi anni, ha sempre messo tutte le proprie fiches sul 93, il numero di Marc Marquez. Ha cucito una moto su misura per la propria stella, anche a costo di renderla pressoché inguidabile per tutti i suoi compagni di marca. E i risultati le hanno dato ragione, visto che nelle ultime sette stagioni sono arrivati ben sei titoli mondiali.
Il problema, però, è che a un certo punto anche l’infallibile Marc Marquez poteva momentaneamente uscire di scena, e la Honda lo ha scoperto a proprie spese con la frattura all’omero di cui il campione del mondo in carica è stato vittima all’inizio di questa stagione. Privato del suo fuoriclasse, il marchio alato si è ritrovato improvvisamente ad precipitare nei bassifondi.
La classifica del Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno, in tal senso, è una sentenza inequivocabile. Per ritrovare la migliore delle Honda bisogna scendere all’ottavo posto, con Takaaki Nakagami, staccato di ben dodici secondi dalla vetta. Cal Crutchlow, ancora alle prese con problemi fisici, si è piazzato addirittura tredicesimo.
Semplicemente indecente il risultato del team ufficiale Hrc: in griglia di partenza Alex Marquez e Stefan Bradl erano in ultima fila, alla bandiera a scacchi sono giunti rispettivamente quindicesimo e diciottesimo (ovvero ultimo dei non ritirati). Per una scuderia che nel 2019 aveva festeggiato la tripletta con i titoli piloti, costruttori e a squadre, questo è un flop vergognoso. Ma è quello che succede quando si gestisce un team imperniato unicamente su un solo pilota. Chissà se la Honda imparerà la lezione.
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