Venerdì mattina è arrivata la sentenza definitiva della FIA relativa alla protesta della Renault contro la Racing Point.
Non ci sarà alcuna squalifica, ma in ogni caso la Renault l’ha avuta vinta. La sua richiesta formale d’indagine sulla RP20 ha sortito l’esito sperato. La Racing Point è stata punita per aver copiato-incollato alcune parti della vecchia Mercedes.
Proprio qualche giorno fa anche la Ferrari si era unita alla Casa della Losanga nella speranza di ottenere una punizione esemplare per la ex Force India così da togliere di mezzo una rivale inaspettata, ma come andremo ad illustrare in realtà il danno sarà abbastanza limitato.
Secondo la Federazione Internazionale, che ha approvato la domanda dell’equipe franco-inglese, il team con base a Silverstone ha effettivamente ricalcato il disegno dei condotti dei freni della W10 del 2019 infrangendo il regolamento tecnico e per questo è stata punita con una multa da 200.000 euro a monoposto. A ciò va aggiunta una reprimenda per aver schierato delle vetture illegali in Stiria, in Ungheria e in Inghilterra, e una decurtazione nel punteggio della classifica costruttori di 7,5 punti ad auto per un totale di 15.
Ricordiamo che la Racing Point si era difesa sostenendo che avendo acquistato i “brake duct” da Stoccarda quando era ancora possibile, la loro azione non poteva avere nulla di contrario alle regole.
Rispondendo proprio a questa precisazione, i delegati hanno concluso che la giustificazione avanzata dalla futura Aston Martin non può essere accettata, in quanto essendo le componenti attenzionate presenti nella lista delle parti che devono essere esclusivamente di produzione propria, non dovevano essere inserite sulla macchina.
A questo punto, essendo in parte illegale cosa succederà alla RP20. Potrà proseguire così fino a fine campionato o dovrà essere modificata? Per il momento non è dato sapersi.
Chiara Rainis
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