Si chiama Gilles Pironi, nome e cognome che lo legano a doppio filo alla Ferrari, l’ingegnere Mercedes che ha accompagnato Lewis Hamilton sul podio
Sulla sua carta d’identità porta una scritta che tradisce senza ombra di dubbio le sue origini ferrariste. Il suo nome è Gilles, in onore del leggendario Villeneuve. Il suo cognome è Pironi, perché è figlio di Didier, che del mito canadese fu compagno di squadra alla Rossa e grande amico.
Almeno fino al Gran Premio di Imola 1982, quando Didier Pironi si fece un baffo degli ordini di scuderia e decise di lanciare la sfida a Gilles Villeneuve, battendolo. Quest’ultimo lo visse come un affronto, al punto tale che due settimane dopo, a Zolder in Belgio, voleva vendicarsi a tutti i costi con la pole position. Finché le sue qualifiche, e la sua vita, si conclusero tragicamente con quel decollo sulla March di Jochen Mass.
Pironi rimase devastato da quell’esperienza e decise di saltare il Gran Premio del Belgio. Nel prosieguo del campionato si ritrovò anche al comando della classifica, ma lo stesso anno, nelle prove libere di Hockenheim, un altro terribile schianto simile a quello dell’ex vicino di box gli provocò delle ferite alle gambe che misero fine alla sua carriera.
Didier avrebbe condiviso poi lo stesso, tragico destino di Villeneuve: nel 1988 avrebbe perso la vita in un incidente di motonautica. Poche settimane dopo, quando il padre già non c’era più, sarebbe nato Gilles, battezzato con un omaggio inequivocabile alla leggenda della Ferrari dalla madre Catherine.
Un uomo che porta il Cavallino rampante nel nome e nel cognome, ma che i percorsi indecifrabili del destino hanno portato, dopo aver lavorato nel Mondiale rally con la Hyundai, a diventare ingegnere responsabile dell’affidabilità per i grandi rivali della Mercedes. Che ieri hanno voluto premiarlo facendolo accompagnare Lewis Hamilton sul gradino più alto del podio del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone. Gilles Pironi ha 32 anni e da cinque veste di argento. Ma ieri i suoi capelli rossi facevano pendant con la tuta di Charles Leclerc, poco distante da lui sul podio.
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