Il GP di Silverstone di domenica scorsa è stato caratterizzato dal cedimento delle gomme nei giri finali e ora ci si interroga.
Di certo la Pirelli non ha fatto una gran figura nelle Midlands, perché sicuramente non ci fossero stati tutti quei problemi sulle vetture di testa nelle fasi conclusive, l’esito della corsa sarebbe stato diverso, a partire dalla doppietta Mercedes mancata proprio per la foratura sulla W11 di Bottas, finanche al quinto posto di Carlos Sainz trasformatosi in un mediocre tredicesimo.
Ma cosa ha causato tanti dechappamenti (ndr. non va dimenticato quello di Hamilton, uscito comunque vincitore)? Subito è stata data la colpa a Kimi Raikkonen e alla misteriosa rottura di una parte dell’ala anteriore della sua Alfa Romeo avvenuta alla tornata 47.
In realtà anche se sembra più che plausibile che i pezzettini di carbonio sparsi in traiettoria dalla C39 di Iceman siano stati i colpevoli del fattaccio, se non altro per ragioni di tempistiche, il monofornitore del Circus ha deciso di dare avvio ad un’analisi anche in vista di quello che sarà il prossimo impegno del Circus sempre sul tracciato britannico.
In ogni caso, da quanto è emerso dalle prime verifiche effettuate al parco chiuso negli instanti appena successivi al gran premio, su tutte le “scarpe” si sarebbe verificata una notevole usura , specialmente per quanto riguarda le dure, ma altresì gli addetti avrebbero ravvisato la presenza di tagli sul battistrada.
Dopo aver studiato le informazioni raccolte, il produttore di pneumatici milanese deciderà se privilegiare una mescola più soffice nel fine settimana in arrivo. Nel primo round, oltre alle hard i piloti hanno avuto a deposizione le medie, dunque ora, a fronte degli accadimenti, potrebbe esserci il passaggio alle C2, alle C3 e alle C4.
Storicamente sempre sotto il fuoco di driver e team, sempre pronti a trovarne e denunciarne i difetti, le Pirelli torneranno ad essere al centro dell’attenzione?
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Chiara Rainis
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