Anche in Formula E, come già in Formula 1, la Mercedes ha deciso di dipingere di nero la livrea delle sue vetture per la lotta contro il razzismo
C’erano una volta le Frecce d’argento. Quest’anno la Mercedes ha abbandonato il colore che tradizionalmente contraddistingue le sue livree da corsa, fin da quando negli anni ’20 e ’30 era associato, appunto, alla Germania.
Al contrario, le macchine sono state dipinte di nero, per lanciare un messaggio contro il razzismo e la discriminazione in qualunque forma. La prima a prendere questa strada nuova è stata la squadra di Formula 1, spinta dalla sua stella Lewis Hamilton. Ma da oggi anche la scuderia di Formula E della Casa teutonica, che proprio quest’anno ha fatto il suo debutto nel campionato riservato alle monoposto elettriche, ha deciso di seguire il suo esempio. E così, anche le due vetture guidate da Stoffel Vandoorne e Nyck de Vries saranno colorate completamente di nero nel weekend dell’8-9 agosto prossimi, quando è in programma la finale della serie a Berlino.
“Ci siamo sempre espressi chiaramente contro il razzismo e ogni forma di discriminazione, perché non hanno posto nel nostro team, nel nostro sport e nella nostra società”, dichiara il team principal Ian James. “Tuttavia, i recenti eventi nel mondo hanno dimostrato che dobbiamo fare di più per utilizzare la nostra piattaforma. Come parte della famiglia Mercedes nell’automobilismo, inviamo un chiaro segnale di cambiamento. Sappiamo che dovremo investire molto tempo e impegno per sviluppare le giuste strategie. Abbiamo iniziato a lavorarci per la nostra squadra e a condurre di conseguenza il modo in cui agisce il nostro team”.
Il cambio di colori è fortemente simbolico, ma non rappresenta di certo l’unico impegno della Mercedes di Formula E in tal senso: “Le corse sono un’industria in cui la diversità etnica e l’uguaglianza di genere non sono state tradizionalmente molto prevalenti”, prosegue James. “Perciò c’è ancora molta strada da fare per compensare questo squilibrio in tutte le aree della nostra forza lavoro. Tuttavia, fin dai primi giorni in cui stava nascendo il nostro team, ci siamo impegnati per dare uguali opportunità a tutti e lottare la discriminazione in ogni forma. Insieme ai nostri partner riteniamo un nostro obbligo promuovere e far crescere i giovani talenti, indipendentemente dal loro sesso o dalla loro provenienza, per dar loro le opportunità di essere promossi in Formula E negli anni che verranno”.
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