Forse perché eccessivamente sicuro del potenziale della Mercedes Hamilton si sta facendo trascinare in territori non suoi. L’inglese si è spinto troppo oltre?
E’ chiaro che a Lewis Hamilton non basti più essere considerato soltanto un pilota di F1. Negli ultimi mesi lo abbiamo visto impegnarsi in questioni extra-sportive in merito alle quali sta evidentemente esagerando. In prima linea a favore del veganesimo, quindi in lotta contro le sostanze plastiche nei mari, successivamente a favore della parità tra neri e bianchi e ora attivista no-vax.
E non importa se qualche giorno fa l’ex Supremo del Circus Bernie Ecclestone lo ha ripreso invitandolo a “non invidiare gli altri, ma a cercare di migliorare sé stesso”, e il Presidente della FIA Jean Todt lo ha implorato di non tormentare più i colleghi con la storia dell’inginocchiarsi prima del via dei GP in ricordo dell’afro-americano George Floyd ucciso dalla polizia a Minneapolis lo scorso maggio, in quanto “bisogna comunque garantire la democrazia e la libertà di scelta”, il sei volte iridato si è messo pure a “litigare” con nientepopodimeno che il fondatore di Microsoft.
A scatenare Ham sarebbero state le accuse pronunciate da alcun scettici a proposito del vaccino contro il Coronavirus che Bill Gates starebbe studiando e finanziando tramite la Fondazione che condivide con la moglie Melinda e che prevederebbe l’inserimento sottopelle di un chip di monitoraggio.
Dopo aver pubblicato un video di King Bach sul proprio profilo Instagram corredato dalla scritta del web editor: “Ricordo quando ho raccontato la mia prima bugia”, il sei volte iridato è tornato sui propri passi pentito dell’attacco gratuito all’informatico.
“Ho condiviso il filmato senza vedere il commento allegato, quindi è tutta colpa mia”, si è giustificato. “Può succedere di scrivere un post non correttamente. Sono solo un umano e sto imparando. Vi mando positività a tutti”, ha concluso in attesa della prossima gaffe.
Chiara Rainis
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