Le decisioni prese durante l’emergenza Coronavirus hanno scontentato alcune scuderie e ora il boss della McLaren Seidl si fa sentire.
Fra pochi giorni comincerà la seconda full immersion nella F1 stravolta dal Covid-19 dopo quella che ha visto protagonisti il circuito di Spielberg in Austria, con il suo doppio GP, e l’Hungaroring a partire dal 5 luglio. Inq uesto caso i tracciati toccati saranno Silverstone e quindi il Montmelo in Spagna.
Un vero “massacro” lavorativo, che sta mettendo in difficoltà il personale delle squadre, costretto a turni davvero sostenuti.
“Visto che molti team hanno base in Inghilterra si potrà arrivare in pista all’ultimo, ma successivamente ci sarà un’altra tripletta di corse consecutive e credo che sarà impegnativa”, ha affermato a Motorsport.com il responsabile della McLaren Andreas Seidl, poi autore di una tirata d’orecchie alla FIA. “A fronte della situazione eccezionale abbiamo dovuto accettare, ma non dovrà diventare lo standard per le stagioni future”.
Malgrado le rotazioni, il tempo speso negli spostamenti e l’impossibilità di tornare a casa tra un appuntamento e l’altro, stanno già pesando psicologicamente sui membri delle varie equipe e come denunciato dallo stesso Lando Norris in tempi recenti la stanchezza accumulata, mescolata alla pressione, potrebbero giocare un ruolo cardine (negativo) nelle prestazioni del box durante il fine settimana.
“La sfida più grande non è data dal lavoro che viene svolto in pista, ma dall’obbligo di dovere stare lontano dalle famiglie. Ma mano che proseguirà il campionato queste condizioni saranno sempre più complicate da gestire”, ha sottolineato l’ex dirigente Porsche nel WEC.
In effetti da qui a dicembre di gran premi se ne effettueranno molti e chissà che magari, proprio a causa delle difficoltà a staccare la spina e del conseguente logorio degli addetti, il pit stop non diventi il momento più importante della competizione. Quello in cui non sarà più il più rapido, bensì il più lucido ad avere la meglio.
Chiara Rainis
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