Pecco Bagnaia è autore di una gara eccellente a Jerez de la Frontera, ma viene tradito dalla sua Ducati a soli sei giri dal traguardo, mentre era secondo
Poteva essere il primo podio in MotoGP per Pecco Bagnaia. E sarebbe anche stato un podio meritato, vista la gara che il portacolori del team Pramac ha messo in piedi a Jerez de la Frontera. Scattato bene fin dal via, il torinese è riuscito miracolosamente ad evitare una caduta nelle fasi iniziali di gara, poi si è gettato alla rincorsa dei primi, superando prima il suo compagno di squadra Jack Miller, poi Maverick Vinales, infine il suo maestro Valentino Rossi.
A quel punto si ritrovava al secondo posto e l’avrebbe potuto portare agevolmente a casa, visto che il suo margine di vantaggio sui suoi inseguitori era ormai talmente ampio da aver superato i tre secondi. Se non fosse stato per un inconveniente tecnico che lo ha colpito a soli sei giri dal traguardo, quando il fumo è iniziato ad uscire dagli scarichi della sua Desmosedici GP20.
Un brutto colpo di sfortuna per Bagnaia, che però la prende con filosofia e guarda in positivo: “Non posso lamentarmi di un fine settimana come questo”, sorride. “Abbiamo lavorato benissimo, eravamo veloci e veramente competitivi. Purtroppo un problema tecnico non ci ha permesso di finire la gara ma arriveremo a Brno con la consapevolezza che possiamo fare davvero bene”.
A completare una domenica davvero con la luna storta per il team satellite Ducati ci pensa la scivolata di Jack Miller, anche lui nel gruppetto con Pecco fin dalle prime battute e in predicato di cogliere un buon risultato, fin quando non è stato protagonista di una scivolata.
“All’inizio ho avuto problemi a superare le Yamaha“, spiega l’australiano, “ho provato superare Vinales nel momento in cui non era così veloce e quando finalmente ci sono riuscito ho dovuto spingere al massimo e purtroppo ho perso aderenza e sono scivolato. Non posso lamentarmi, ho commesso un errore ma torneremo a Brno più forti”.
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