Il team principal Ferrari, Mattia Binotto, viene riconfermato dai vertici con il mandato di rivedere l’intero progetto della SF1000 e trovare gli errori
Mattia Binotto incassa la fiducia. Ma a tempo. Il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Louis Camilleri avrebbero concesso al loro team principal altre due gare, le prossime tappe di Silverstone, per guadagnarsi la riconferma. Non perché si aspettino dal boss della Scuderia l’autentico miracolo di riportare al vertice in appena due settimane una SF1000 nata male.
Piuttosto, perché dimostri di avere ancora saldamente in mano la gestione tecnica e sportiva della squadra, e che sappia dunque indicare la direzione da seguire a lungo termine. Lo stesso Binotto ha indicato infatti con sincerità che “ci vorrà tempo”, perché “il progetto complessivo della vettura va rivisto”. Ci sono dei difetti strutturali, nell’ultima nata di Maranello, e nessuno sembra averli ancora individuati. Bisogna cercarli, e proprio questo compito di caccia all’errore è chiamato a portare avanti l’ingegnere italo-svizzero nelle settimane a venire.
Bisognerà dunque rimettersi al computer e confrontare i dati della pista (quelli dei tre Gran Premi già disputati e dei test pre-campionato di Barcellona) con quelli raccolti al simulatore, in galleria del vento, al Cfd, ovvero lo studio aerodinamico computerizzato. Bisognerà rispolverare i progetti definitivi del telaio, del motore, delle sospensioni e procedere a ritroso, studiando tutte le decisioni prese dai tecnici fino ad individuare tutte quelle fallate.
Per tutta questa enorme mole di lavoro, Binotto e il suo team avranno tempo fino al prossimo 9 agosto, data della seconda gara consecutiva in programma a Silverstone. A quel punto, i vertici della Ferrari si aspettano che il numero uno della Gestione sportiva abbia le idee chiare sugli interventi mirati da apportare alla vettura per esprimerne tutto il potenziale.
Ovvero, sulle modalità con cui spendere i due gettoni di sviluppo a disposizione, in quali aree tecniche e in che modo, per non disperdere le poche possibilità di aggiornamento concesse dalle regole. Non tanto per salvare una stagione 2020 già compromessa, ma almeno per impostare il ritorno al vertice del Cavallino rampante dal 2022, in coincidenza con la rivoluzione regolamentare. Se questo non dovesse accadere, allora potrebbe non essere la monoposto a cambiare, ma direttamente il volto del leader.
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