L’Hungaroring, che questo weekend ospita il GP d’Ungheria di F1, sembra adatta alla Ferrari, mancando di lunghi rettilinei che mandano in crisi il motore
Se l’esordio stagionale, con le due gare al Red Bull Ring era stato un disastro, qualche accenno di miglioramento per la Ferrari sembra portarlo il Gran Premio d’Ungheria. Merito di una pista dalla configurazione stretta e tortuosa come quella dell’Hungaroring, senza lunghi rettilinei, che sembra adattarsi meglio ad una SF1000 che proprio nella mancanza di potenza del motore in fondo al dritto ha la sua principale lacuna.
“Onestamente stamattina è andata meglio del previsto”, analizza a fine giornata Leclerc. “Non siamo arrivati qui con molti aggiornamenti, in realtà la macchina è rimasta più o meno la stessa, ma su questo circuito sembra andare meglio e ciò è positivo”. Gli fa eco il suo compagno di squadra Sebastian Vettel: “Penso che la mattinata sia andata bene, su questa pista dovremmo trovarci un po’ meglio. C’è ancora molto lavoro da fare ma in generale è sembrata una giornata migliore”.
Nel pomeriggio, poi, è scesa la pioggia, che proprio Vettel ha saputo sfruttare al meglio centrando la prima posizione nel secondo turno di prove libere. Peggio è andata a Leclerc, staccato di oltre tre secondi, per via di un esperimento con l’assetto da bagnato che si è rivelato meno riuscito di quello del suo vicino di box.
“Sono andato in una direzione opposta, con la messa a punto, e non ha funzionato”, ha spiegato il monegasco. “Ma guardando al tempo sul giro di Seb direi che ha fatto un grande lavoro in pista, quindi possiamo trarne delle lezioni”. Nonostante gli acquazzoni, in casa Ferrari cominciano a sorgere i primi raggi di sole.
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