Il grande ex Jean Alesi attribuisce a Charles Leclerc le responsabilità per l’incidente, ma alla Ferrari quelle della scarsa competitività della vettura
Al Gran Premio di Stiria la Ferrari ha davvero toccato il fondo. E, tra le critiche piovute addosso a Maranello per lo scontro fratricida al via che ha messo subito fuori gioco entrambe le vetture, arriva anche la strigliata di uno storico ex come Jean Alesi.
Ai microfoni del quotidiano La Stampa, l’ex pilota di Avignone sfoga tutta la sua frustrazione per lo stato della Rossa. Il francese è tra coloro che attribuiscono le colpe dell’incidente al suo quasi connazionale Leclerc, ma non è questa la responsabilità più importante che attribuisce al Cavallino rampante. “La cosa inaccettabile non è l’errore di Leclerc, ma il fatto che la Ferrari sia partita così indietro”, sostiene Alesi. “La Ferrari non può partire tredicesima o quattordicesima. Quando ti ritrovi a metà schieramento in partenza rischi sempre. Incidenti del genere capiteranno ancora se si ripeteranno risultati simili in qualifica”.
Questo harakiri è dunque ben diverso da quello del Gran Premio del Brasile dello scorso anno, dove pure i due compagni di squadra si buttarono fuori a vicenda: “No, lì avevo visto lo scontro di due ego. Stavolta l’errore è stato provocato dalla situazione. Leclerc è finito addosso a Vettel come poteva andare addosso a chiunque altro. Tutto è capitato in fretta, 900 metri dopo la partenza. La situazione è pesantissima. L’obiettivo che deve porsi la Ferrari è recuperare in fretta competitività. La frustrazione dei piloti nasce anche dalla consapevolezza di non avere in mano una monoposto all’altezza”.
Le colpe principali, dunque, sono in carico ai vertici della Scuderia che non sono riusciti, per l’ennesima volta, a tirare fuori una vettura in grado di competere con i migliori della Formula 1. “Che Vettel abbia perso il sorriso è normale”, rincara la dose Jean. “Correre con la Ferrari era il suo sogno, ora non fa più parte del progetto, la botta è dura. Charles è giovane, sa di potersi rifare. Vettel invece ha fretta. L’unica cosa che non si può fare è dire: ‘Rimandiamo tutto al prossimo anno’. Anche perché molte componenti saranno le stesse, e significherebbe mettere a rischio anche la stagione 2021. Nel nostro mestiere cambiare tutto significa rimandare. Anche chi governa ha sue responsabilità, e deve dimostrare di saperlo fare. La Ferrari non è una scuderia come le altre. È obbligata a vincere, e di questo bisogna tenere conto. Anche nei confronti degli appassionati”.
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