La Mercedes ha dominato le prove libere del Gran Premio d’Austria di Formula 1 con due doppiette. Ma i piloti avvertono: “È presto per festeggiare”
“Con un pizzico di sale”. Ovvero, a dirlo in latino, “cum grano salis”, con un po’ di buon senso. Lewis Hamilton scomoda i proverbi per descrivere la prestazione della sua Mercedes nel venerdì di prove libere del Gran Premio d’Austria, la prima giornata in pista della Formula 1 2020 (finalmente).
Il campione del mondo in carica ha dominato entrambe le sessioni, aprendo altrettante doppiette della squadra anglo-tedesca. A guardare solamente la lista dei tempi, il monopolio della Stella a tre punte sarebbe netto, mentre i rivali annunciati Red Bull e Ferrari giacciono a grande distanza. Ma questi risultati, appunto, non vanno presi alla lettera.
“Tornare è stato bellissimo”, spiega l’anglo-caraibico. “Lo aspettavo da molto tempo, quindi è stato grandioso provare la nuova macchina per la prima volta dal febbraio scorso. È passato così tanto tempo che nemmeno mi ricordavo più come fosse. Il lato positivo è la sensazione generale che ho provato in macchina, ovvero un netto miglioramento rispetto al modello dell’anno scorso”.
La domanda è se questo miglioramento basterà ad annichilire tutta la concorrenza: “Difficile dirlo. Sicuramente la situazione sembra buona, ma dalle prove libere non si può mai dire troppo. Se guardate alcuni degli altri team, forse hanno girato con motori depotenziati o molta benzina nel serbatoio. Quindi bisogna prenderla con un pizzico di sale, cercare di migliorare la vettura durante la notte e tornare ancora più forti domani”.
Gli fa eco anche il suo compagno di squadra Valtteri Bottas, che non è riuscito ad avvicinarsi a meno di 197 millesimi da lui: “Vediamo la minaccia”, ha commentato il finlandese. “È solo venerdì, sono solo prove libere e non credo che nessun team abbia ancora tirato fuori il massimo delle prestazioni che ha a disposizione. Sono sicuro, come ho detto, che domani i tempi sul giro scenderanno, non solo per il miglioramento della pista ma anche dei team e dei piloti. Quindi per ora è troppo presto per dirlo, ma non sembriamo messi male”.
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