Secondo l’ex pilota di Formula 1, Martin Brundle, il 2020 sarà l’anno di Sebastian Vettel: “Guiderà solo per se stesso, senza pensare alla Ferrari”
Altro che deluso, demotivato e ormai avviato verso l’inevitabile ritiro dalla Formula 1. Sebastian Vettel sarà più carico e veloce che mai, nella stagione che si appresta a prendere il via: la sua ultima al volante della Ferrari.
Ne è convinto un ex pilota, oggi illustre commentatore televisivo di Sky Gran Bretagna, come Martin Brundle. Invece di prenderlo come una batosta, il quattro volte iridato sfrutterà, secondo lui, il mancato rinnovo del contratto con la Rossa come un’ulteriore motivazione per prendersi la sua rivincita personale contro tutto e contro tutti in pista.
“Credo che Vettel volerà, ad essere onesto”, ha dichiarato Brundle ai microfoni di una serie di testate inglesi, tra le quali anche il sito specializzato Motorsport. “In passato ha prestato pochissima attenzione agli ordini di scuderia, con Webber alla Red Bull o con Leclerc alla Ferrari”.
E tantomeno gli interesseranno in questo campionato: “Guiderà per se stesso, su questo non c’è dubbio. Se vorrà rimanere in Formula 1? Sono sicuro che probabilmente sì. Se sogna un posto da pilota ufficiale in Renault o qualcosa del genere? Questo è da vedere. Ma credo che rimarrà forte, non ha perso la sua velocità. Forse avrà perso un po’ di giudizio nei duelli serrati, ma credo che questo sarà affascinante. Chiaramente la Ferrari favorirà l’uomo su cui ha puntato per il suo futuro, Leclerc, ma in molti sostengono che lo abbiano già fatto l’anno scorso”.
Semmai, l’imbarazzo sarà tutto dalla parte della Ferrari, che nel corso di quest’annata sarà costretta a convivere con un separato in casa. “Nel garage risulterà una persona un po’ sgradita, perché i tecnici non vorranno informarlo di nulla, per il rischio che l’anno successivo racconti i segreti ad un altro team”, ha aggiunto Brundle. “Sono piccoli dettagli: le persone smetteranno di guardarlo negli occhi e sposteranno lo sguardo. È avviato verso la via d’uscita”.
Prosegue l’ex pilota inglese: “Questo non accade all’inizio quando si arriva in un team. Ti presenti in fabbrica e il clima è emozionante, tutti sono felici di vederti. Ti fai preparare il sedile e si parla del potenziale, del futuro. Quando sei in uscita, la situazione è un po’ più scomoda e bisogna affrontarla. Credo che il calendario così serrato e rapido darà una mano, sotto questo aspetto”.
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