Forse oggi non vincerà più come un tempo, ma a rendere speciale Valentino Rossi è la sua passione infinita. Parola del campione Jorge Martinez
Valentino Rossi? Altro che criticato, va solo ammirato. A togliersi il cappello di fronte al fenomeno di Tavullia è un grande campione del passato del Motomondiale come Jorge “Aspar” Martinez, quattro volte iridato e poi fondatore di una sua squadra anch’essa plurivincitrice.
Il Dottore si attira spesso le accuse di chi sostiene che i suoi risultati non siano oggi più all’altezza del suo periodo migliore. Ma ciò che il suo collega spagnolo ci tiene a rimarcare è soprattutto la sua inestinguibile passione per le corse.
“Sento spesso delle critiche all’indirizzo di Valentino”, sottolinea Martinez ai microfoni di Dazn. “È evidente che avrà commesso degli errori, perché nella vita lo fanno tutti. Ma, voglio dire, come è possibile che io mi sono ritirato da ventitré anni e questo ragazzo continua a correre? Ha vinto il suo primo GP nel 1996 a Brno ed è ammirevole che a quarantun anni si stia ancora scontrando con Márquez e con gli altri piloti affamati ed emergenti”.
E non è affatto scontato che Valentino Rossi, alla sua età e con un conto in banca ormai nutritissimo, abbia ancora gli stimoli per continuare la sua impareggiabile carriera. È proprio questo aspetto, secondo Aspar, a renderlo speciale: “Quando hai qualche anno in più, normalmente perdi l’aggressività, la voglia di combattere e rischiare. Lui, finanziariamente, è pieno di soldi, ha un team in Moto3, uno in Moto2, un’Academy… Non dovrebbe più correre rischi, ma Valentino Rossi è Valentino Rossi”.
Martinez ha riservato qualche parola anche all’attuale punto di riferimento della MotoGP, Marc Marquez, mettendo in luce in particolare la sua crescita e la sua maturazione vista nelle ultime stagioni, di pari passo con la diminuzione del numero delle sue cadute.
“Marquez si sta evolvendo”, prosegue Jorge. “L’anno scorso abbiamo visto che non è aggressivo come prima, non cade più tanto. È il pilota da battere, ma c’è l’incognita sulla competitività delle moto, dovremo vedere chi ha svolto il lavoro migliore. Nei test sembrava che la Yamaha fosse un passo avanti. Sarà molto interessante. Vincerà chi commetterà il minor numero di errori”.
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