Johan Stigefelt, direttore del team Yamaha Petronas SRT, ricorda come sarà l’impegno durante la stagione 2020: squadra ridotta e adattamento dei piloti.
A causa dei rigidi protocolli redatti da Dorna per fronteggiare l’emergenza Covid, il team Yamaha SRT Petronas viaggerà a Jerez solo con un mini-equipaggio all’inizio della MotoGP. Il direttore del team Johan Stigefelt ritiene che piloti e team si abitueranno rapidamente alla nuova situazione. Per le squadre private è previsto un massimo di 25 dipendenti nel paddock, tutte figure tecniche indispensabili per la gestione dei prototipi di Fabio Quartararo e Franco Morbidelli.
Nuove circostanze richiedono nuove misure. Questo vale anche per il team Petronas Yamaha SRT. In un comunicato stampa del team malese spiega come saranno i cambiamenti nel primo fine settimana: “Non viaggeremo a Jerez con l’intero team, ma solo con il numero minimo indispensabile. La maggior parte di coloro che viaggeranno fanno parte dell’equipaggio tecnico. Quindi ci concentriamo sulla preparazione delle moto e dei piloti”.
Poiché gran parte dei media sarà esclusa, ai partner non è consentito viaggiare e quindi non è più necessario il catering nel paddock, gli uffici stampa e i servizi collaterali. Ciò non significa meno stress, al contrario: il calendario 2020 è breve ma intenso. Ma Stigefelt non è preoccupato per questo: “In alcune situazioni dovremo adattarci, ma faremo in modo di pianificare bene le cose per implementarle bene”. Durante i week-end di gara i membri del team sono limitati nella loro libertà di movimento. È inoltre obbligatorio indossare maschere e guanti.
Un vantaggio dal punto di vista logistico è il fatto che le moto e alcuni dei rimorchi sono già in Spagna. In casa Petronas ci sarà da gestire le tre squadre di Moto3, Moto2 e MotoGP costituite da Fabio Quartararo, Franco Morbidelli (MotoGP), Jake Dixon, Xavi Vierge (Moto2), John McPhee e Khairul Idham Pawi (Moto3). “Ci parliamo quasi ogni settimana – ha spiegato Stigefelt -. Vedo che si sono allenati bene e stanno gradualmente tornando in pista. Questo è molto buono perché devi abituarti alla velocità e alla guida. Non ho paura, perché i piloti si adatteranno rapidamente”.
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