Ancora una volta RAI e Mediaset hanno perso la battaglia per i diritti della F1. La massima serie su Sky almeno fino al 2022.
A questo punto la lezione sociale del Coronavirus non è servita a niente. Ancora caldi di un evento traumatico che ha messo in ginocchio il Paese sia sul fronte sanitario, sia su quello finanziario (ndr. già in precedenza non dei più sani), non siamo riusciti a capire che lo sport può essere una cura, una forma di distrazione, nonché cultura e come tale dovrebbe essere fruibile da chiunque. Dunque, alla prima occasione utile per dimostrare di essere cambiata, l’Italia ha nuovamente prestato il fianco ai monopoli stranieri lasciando la F1 in tv in mano ai soliti noti.
“In questo modo Sky conferma di credere nel Circus, uno dei pilastri della nostra offerta sportiva che vogliamo continuare a valorizzare e a raccontare con la passione di sempre, per amore della velocità e dei motori”, si legge sulla nota ufficiale a firma del vice-presidente Marzio Perrelli.
Vero è che non troppo tempo fa il CEO di Liberty Media Chase Carey aveva ribadito l’intenzione di non cedere alle richieste di chi voleva una massima serie a portata di tutte le tasche. Secondo il Baffo americano il futuro deve essere elitario e pazienza se leggendo i dati degli ascolti, compresi quelli di Sky Italia, viene da ridere facendo una comparazione col passato.
Essendo in giornata di annunci il ramo nostrano dell’azienda di Rupert Murdoch ha reso noto pure come si organizzerà per il mondiale 2020 al via il prossimo weekend dall’Austria senza pubblico e senza la possibilità per la stampa di accedere al paddock. La telecronaca verrà fatta “da tubo” da Carlo Vanzini e Marc Gené, mentre sul campo ci sarà come al solito Mara Sangiorgio. La squadra dell’emittente a pagamento sarà supportata tecnologicamente dalla Dallara.
Chiara Rainis
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