Nel giro di pochi anni la Williams è passata dall’essere una leader della F1 ad ultimissima del gruppo. Ed ora anche gli sponsor scarseggiano.
Sembra lontano anni luce quel 1976 in cui due sognatori quali Frank Williams e Patrick Head davano vita ad una scuderia di F1, animati dall’amore della meccanica e l’ardore per le corse. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e dei 9 titoli costruttori e dei 7 piloti vinti nel frattempo è rimasto davvero poco.
Per la vita della gloriosa Williams è rimasto soltanto il nome. Il resto si è tutto dissolto nonostante al vertice della squadra ci sia la figlia del patron Claire.
Dall’ultimo mondiale conquistato nel 1997 con Jacques Villeneuve è stata quasi esclusivamente una discesa, ma soprattutto a pesare nel quadro generale è lo strapiombo finanziario in cui si è pian piano trovata tanto da dover ingaggiare soltanto driver ricchi in grado di dare una mano al team.
Un esempio da questo punto di vista è quello che ci raccontano i giorni nostri con la chiamata del poco talentuoso Nicholas Latifi di provenienza F2, così da poter usufruire dei denari salvifici di papà Michael, e lo scherzetto ordito alle sue spalle dalla Mercedes, sua fornitrice di cambio e motore, che in gran segreto gli ha soffiato il title sponsor Rokit, obbligandola a correre ai ripari.
Dunque, questo venerdì, di tutta corsa in quanto siamo ormai ad una settimana dall’avvio del campionato sul circuito di Spielberg, l’equipe inglese ha mostrato il proprio look per il 2020. Uno show di certo non esaltante, trattandosi perlopiù di una monoposto bianca, non fosse per il profilo azzurro. Triste anche vedere un numero davvero esiguo di partner, tra cui figura il neo acquisto Sofina presente sulle pance, sintomo che in pochi credono in un sua potenziale ripresa almeno nel breve termine.
Chiara Rainis
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