Jack Miller svela le carte per salire nel team Ducati ufficiale: stipendio più basso di Danilo Petrucci e piacere del rischio.
Jack Miller non vede l’ora di tornare in pista e quest’anno avrà un motivo in più. Arriverà con in tasca il nuovo contratto per il team factory Ducati e avrà molto da dimostrare. Nella scorsa stagione ha conquistato cinque podi: uno in Texas, uno a metà campionato a Brno e tre nel finale: Aragon, Australia e Valencia.
Quanto basta per guadagnarsi la fiducia dei vertici di Borgo Panigale. “I buoni risultati ottenuti verso la fine del 2019 devono aver contribuito a garantire il contratto da ufficiale. Sono diventato sempre più forte durante l’anno e penso che questa fosse la chiave. Il mio obiettivo è sempre stato il team ufficiale della Ducati. Certo, ho esaminato altre offerte, ma nessuna seria come la loro”, ha spiegato l’australiano a Simon Patterson di The-race.com. “Il mio obiettivo finale da quando sono entrato in Pramac è stato quello di arrivarci e ho preso parecchi rischi per arrivarci”.
Il primo rischio è un contratto di solo un anno e uno stipendio inferiore a quello di Petrux per essere sicuri di riuscirci. “Un contratto di un anno, uno stipendio molto basso, semplicemente perché sono giovane e in grado di farlo per unirmi a un team di fabbrica. È stato il percorso più chiaro per me. Ho sempre pensato che valesse la pena correre il rischio”. D’altronde Jack Miller non si è mai tirato indietro dinanzi al rischio, come il passaggio diretto dalla Moto3 alla MotoGP. Per molti sembrava un azzardo, ma alla fine il tempo gli ha dato ragione.
Adesso il rider australiano non vede l’ora di riassaporare il piacere delle competizioni. Tra un mese sarà la volta di Jerez de la Frontera. Ma prima dovrà attendere i permessi necessari per tornare in Europa. “Se tutto procede come previsto, spero di tornare presto in Europa. Mi sentivo davvero pronto per andare in Qatar, ed è stato davvero deprimente quando è stato annullato per noi della classe MotoGP“. Dopo l’annullamento della prima gara è volato subito in Australia, una mossa azzeccata, visto che ha potuto continuare ad allenarsi in moto. “Ma non vedo l’ora di riprendere a correre normalmente. Mi manca la competizione!”.
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