Il suo passaggio in F1 non è stato dei migliori, ma Van del Garde si è sentito in dovere di bocciare i big della serie.
Chi lo ha avuto nel box in epoca Caterham lo ricorda come un pilota piuttosto scarso, ma particolarmente presuntuoso. Evidentemente questo atteggiamento è rimasto nelle corde di Giedo Van Der Garde che, interrogato su Raikkonen e sul possibile comeback nella massima serie di Alonso, non ha avuto pietà stroncando entrambi i campioni del mondo.
“Andrebbe data la chance ad un giovane talento. Basta con questi vecchi! Kimi era già uscito una volta e Fernando non dovrebbe assolutamente rientrare”, ha dichiarato l’olandese a GPUpdate.net. “Se fossi nei suoi panni non accetterei di tornare in Renault, piuttosto mi focalizzerei sulla IndyCar o la Dakar”, ha quindi suggerito.
Ma questa politica del largo alle nuove leve è davvero quella giusta da seguire? E poi, chi sono questi ragazzini tanto meritevoli di un sedile?
Forse il 35enne dimentica come la stessa Red Bull che vanta una filiera alle sue spalle, per il Circus nel 2019 sia dovuta ricorrere a Daniil Kvyat, trattato come una pezza da piedi, prima promosso, poi retrocesso, in seguito licenziato e ancora ripreso per collocarlo in Alpha Tauri, un tempo Toro Rosso, come un imberbe qualsiasi. Se ci fosse davvero tutta questa presenza di geniacci del volante, un gruppo come quello energetico non sarebbe andato a riesumare qualcuno di già scartato.
Vogliamo poi dimenticare i driver di generazione Stroll o Latifi presenti sullo schieramento soltanto per merito dei dollaroni di papà.
Non fosse per Leclerc, Norris o lo stesso Russell, le cui capacità non possono essere ancora valutate data l’inconsistenza della sua Williams, di talenti cristallini meritevoli di un volante è da un po’ che non se ne notano in giro.
Giusto per non lasciare nulla al caso, Van der Garde era quello che approdò in F1 dopo e per aver sposato la ricca figlia di uno sponsor…
Chiara Rainis
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