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Categories: Formula 1

La F1 dei figli di papà. Dopo Stroll, altri genitori pronti a rilevare un team

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Alessandro

Il merito, quello sconosciuto. Per arrivare in F1 oggi è necessario avere un genitore ricco abbastanza da comprarsi un’intera scuderia.

Lance Stroll (Getty Images)

Anche se sembra un tempo lontano anni luce, ricordiamo tutti l’impatto che ebbe l’ingaggio in Toro Rosso di Max Verstappen non ancora maggiorenne e tra l’altro con pochissima esperienza alle spalle sulle monoposto. Come il suo caso face scuola dando l’avvio alla promozione dei baby piloti, allo stesso modo l’ingresso di Lawrence Stroll da azionista alla Williams e poi da proprietario alla Racing Point, il tutto soltanto per consentire al figlio Lance di gareggiare potrebbe aver aperto le porte a quella che ha già tutta l’aria di poter diventare una prassi.

Sebbene il Coronavirus porterà di certo ad un abbassamento dei costi e delle cifre astronomiche che sono sempre girate attorno al mondo delle competizioni, potrebbe non riuscire a fermare quella che ad oggi sembra una vera cavalcata inarrestabile messa in atto dai ricconi del mondo che accettano di andare appresso ai capricci dei loro pargoli aprendo il loro portafoglio.

Con un approccio assai simile a quello adottato dal magnate canadese anche il connazionale Michael Latifi, già autore di un omaggio da 22 milioni di euro, giusto per non soffrire troppo in questo periodo di fermo-attività, si sarebbe dichiarato disponibile a dare una mano alla Williams per risollevarsi dal baratro, a patto ovviamente di non mandare via il figlioletto Nicholas, ovviamente piazzato in via prioritaria a Grove al posto di Robert Kubica, incapace di garantire soldi a sufficienza.

Ma non è finita qua. Un altro babbo “paperone”, tale Dmitry Mazepin questa volta proveniente dalla Russia, avrebbe bussato alla porta della scuderia inglese per offrire rubli a borsate a bimbo biondo di nome Nikita da far correre nel Circus dopo aver consumato senza risultati le gomme tra la F3 e la F2.

Considerato che i sedili a disposizione in F1 sono 20, il rischio è che a breve il talento e il lavoro si dimentichino per far trionfare soltanto il potere del denaro.

Lawrence Stroll (Foto Mark Thompson/Getty Images)

Chiara Rainis

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Alessandro
Tags: f1

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