Il boss Ferrari Binotto confessa che se non ci fosse stato il Coronavirus ora la situazione al Cavallino sarebbe molto diversa.
A decidere il futuro di Sebastian Vettel alla Rossa sarebbe stata la pandemia che dal mese di febbraio ha stravolto le nostre vite. Secondo quanto rivelato dal team principal della Ferrari Mattia Binotto se tutto fosse proseguito nella normalità il tedesco avrebbe rinnovato almeno per un altro anno.
A dispetto di quanto dichiarato le scorse settimane quando si è voluto negare l’impatto dell’esoso cachet richiesto nella decisione finale pro-Sainz, sarebbe stato proprio quello il motivo cardine di un divorzio che continua a far discutere.
“A Maranello amiamo Seb come pilota e come persona. Fa parte della squadra e del nostro progetto, dunque non è stata una scelta semplice”, le sue parole al quotidiano sportivo Marca. “Per noi lui era la prima opzione, poi però è arrivato il Covid è ha cambiato molte cose, dal regolamento al tetto di spesa, fino allo spostamento della rivoluzione tecnica al 2022”.
Il 50enne ha quindi negato che a pesare sulla frattura con il driver di Heppeheim sia stato il suo rifiuto di firmare per un solo campionato.
“Avevamo bisogno di cominciare un nuovo ciclo e la sua visione non coincideva con la nostra. La nostra rottura non è stata dovuta né all’offerta, né alla durata”, ha asserito rimanendo comunque sul vago.
E dato che la verità sta sempre nel mezzo, crediamo noi che sia stato invece un mix dei due elementi più il peso da novanta corrispondente all’obbligo di trasformarsi nel secondo di Charles Leclerc, a portare allo strappo definitivo e senza appello a 2020 ancora da cominciare.
Per finire, in maniera leggermente ruffiana, l’ingegnere promosso a dirigente ha poi sostenuto di sperare in una chiamata a Vettel da parte della Mercedes o di qualunque altra scuderia capace di offrirgli una chance.
Chiara Rainis
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