Il rischio di ripetitività e noia assicurata anche nell’eventualità di soli 8 GP è alto. Per questo Pirelli ha lanciato una proposta.
Affidarsi alle gomme sembra quasi un paradosso. Ormai da tempo più croce che delizia per i piloti, le “scarpe” sarebbero stata candidate quale mezzo di salvezza per un filotto di gran premi da sonno rem ai semafori spenti.
In realtà, è giusto riportare che, in linea con l’atteggiamento oppositivo nei confronti di Pirelli degli ultimi anni, non appena il fornitore milanese ha presentato la sua idea, subito è stato messo a tacere.
Di che cosa stiamo parlando? Il gommista con sede in Viale Sarca aveva semplicemente ipotizzato l’utilizzo di coperture diverse in occasione del secondo round su un medesimo tracciato, così da inserire una variabile e non replicare in toto quanto visto nel weekend precedente.
Il Gruppo di Lavoro Sportivo della F1, riunitosi giovedì in videoconferenza, ha però altrettanto velocemente bocciato il pensiero, così come era già successo con la griglia invertita, tanto invisa a Mercedes.
Insomma, anche se nel paddock il timore di vivere un campionato soporifero è più vivo che mai, nessuna delle scuderie pare desiderosa di rischiare e alterare lo status quo. Ciò significa che in Austria il 5 e il 12 assisteremo ad uno show uguale a sé stesso. Poi per il prosieguo si vedrà, dato che, notizia delle ultime ore, pure la Russia, sarebbe intenzionata ad organizzare due gran premi.
Per la cronaca, se la modifica fosse stata approvata, in Stiria i driver avrebbero potuto usufruire di mescole C2, 3 e 4 nella prima data, mentre nella seconda delle C3, 4 e 5.
Evidentemente i poteri forti e le big come Mercedes e Ferrari, che ovviamente detengono un potere politico pesante nelle decisioni relative agli aggiustamenti regolamentari e non solo, pure questa volta hanno esercitato pressioni per allontanare il pericolo di beffe clamorose e probabili penalizzazioni in pista.
Chiara Rainis
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