Secondo lo storico patron Minardi la Ferrari avrebbe sbagliato ad ingaggiare lo spagnolo Sainz al posto di Giovinazzi.
Prendendo Antonio Giovinazzi la Rossa non solo avrebbe interrotto quella che è diventata una prassi, ovvero non far mai firmare ad un pilota nazionale, ma avrebbe dato prova di coraggio, scommettendo su qualcuno di ancora piuttosto acerbo. Questo il pensiero di Giancarlo Minardi, fondatore dell’omonima scuderia che tra gli anni ’90 e 2000 ha lanciato diversi futuri campioni. Intervistato da Il Resto del Carlino il manager emiliano ha dunque messo in discussione la mossa di Mattia Binotto e soci di pescare in McLaren il sostituto di Sebastian Vettel e la conseguente spalla della prima guida Leclerc.
“Personalmente avrei concesso una chance a Bon Giovi, anche soltanto per proteggere l’italianità in una fase storica tanto delicata”, ha sostenuto convinto. “Non voglio essere frainteso, la scelta di Sainz va comunque nella giusta direzione. Addirittura un decennio fa lo suggerii alla Ferrari per la loro Academy”.
Sicuro che Carlos dovrà svolgere la funzione di gregario, il 72enne ha ribadito il proprio pensiero sul driver di Martina Franca. “Al Cavallino hanno già Charles come riferimento, per cui hanno puntato sull’iberico essendo un elemento solido capace sempre di portare a casa la macchina senza commettere errori. Ripeto, per quanto mi riguarda avrei optato per il pugliese, ma comprendo la decisione”.
In effetti la regolarità e l’assenza di sbagli gravi rappresentano i punti forti del figlio d’arte. In ogni caso a Maranello dovranno tremare per un’altra vicenda: “Se Seb dovesse proseguire per l’equipe modenese sarebbe un bel problema, perché di certo il tedesco farebbe di tutto per batterla e farla pentire di averlo mandato via”, ha considerato il faentino.
Per concludere, Minardi si è espresso sul tema caldo del momento, ovvero la proposta della griglia invertita, bocciandola senza appello. “Senza scomodare Enzo Ferrari, ma la F1 deve essere competizione, tecnologia e passione. Se dobbiamo trasformarla in una lotteria possiamo pure chiudere tutto”, il suo parere.
Chiara Rainis
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