L’ex team manager Ferrari, Marco Andrea Zecchi, mette in guardia la Renault dal rischio di ingaggiare Fernando Alonso in un periodo di crisi
Un’opportunità, ma forse anche un pericolo. In attesa di avere la conferma ufficiale, si continua a discutere sull’eventualità del ritorno in Formula 1 di Fernando Alonso: proprio con la Renault, la scuderia che lo portò per due volte al campionato del mondo.
Del resto è stato lo stesso team principal Cyril Abiteboul ad ammettere finalmente, nei giorni scorsi, che il fuoriclasse asturiano è “un’opzione” per prendere il posto lasciato libero da Daniel Ricciardo, passato alla McLaren. “Ma ce ne sono anche altri, ci sono molti grandi piloti disponibili per il prossimo anno”, ha aggiunto poi ai microfoni di Rmc.
La decisione non è comunque attesa a breve: la Casa francese intende infatti prendersi tutto il tempo necessario per fare la sua scelta, tanto che Abiteboul ha definito “strana” la fretta che Ferrari e McLaren hanno avuto nel comunicare ufficialmente la sua coppia di piloti per il 2021.
Indubbiamente riportare il due volte iridato nel massimo campionato automobilistico sarebbe un colpaccio per la Renault, sia per il talento dello spagnolo di cui si potrebbe giovare, ma anche sotto l’aspetto del marketing e dell’immagine. Ma rischiano di esserci anche degli effetti collaterali non da poco dietro alla mossa di ingaggiare Nando.
Ne è convinto Marco Andrea Zecchi, ex team manager della Ferrari negli anni tra il 1989 e il 1992, secondo il quale firmare un contratto oneroso con Alonso, proprio negli stessi giorni in cui il costruttore transalpino è in stato di crisi e ha annunciato ben 15 mila licenziamenti per colpa del coronavirus, potrebbe dimostrarsi una decisione discutibile.
“Se licenzi i tuoi dipendenti e poi spendi molto denaro per Alonso, rischi di provocare la rivoluzione”, ha messo in guardia Zecchi ai microfoni del quotidiano sportivo francese L’Equipe. “Ma se la Renault presentasse il suo piano parlando del desiderio di promuovere il marchio, produrre modelli elettrici e dotarsi di un nuovo ambasciatore come Alonso, allora potrebbe essere più facile da far accettare”.
Tutto dipenderà da come la decisione verrà presa e soprattutto presentata al pubblico e alla stessa famiglia Renault. La palla passa dunque nelle mani dei vertici del gruppo.
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