Sebastian Vettel avrà senz’altro vita grama nel suo ultimo show in Ferrari. La dichiarazione fa capire che il team sarà Leclerc-centrico.
Sebbene lui, Charles, si sia affrettato a negare ogni principio di favoritismo e il neo acquisto rosso Sainz abbia cercato di confondere le acque a proposito di un palese contratto da seconda guida, man mano che passano i giorni diventa sempre più chiaro che ormai a Maranello hanno stilato un piano.
E’ ormai innegabile che il Cavallino abbia deciso di indirizzare tutte le proprie risorse ed energie sul giovane monegasco, veloce, aggressivo, belloccio e già proiettato nel mondo patinato dello show biz. La prova provata è stata la scelta non solo di chiudere le porte a Lewis Hamilton facendo firmare a Carlos un accordo biennale che di fatto esclude qualunque probabilità di vedere il sei volte iridato in Italia, ma pure di non dare fiducia a Daniel Ricciardo, competitivo ed accattivante ma altresì scomodo in quanto notoriamente poco incline a farsi mettere da parte dal muretto per favorire il compagno.
E che dire dell’atteggiamento tenuto dalla Scuderia nei confronti di Max Verstappen? Pezzo pregiato del mercato e dotato del medesimo talento del cosiddetto Predestinato, l’olandese sarebbe stato addirittura snobbato. “La Ferrari non mi ha mai contattato“, la confessione del pilota Red Bull che meglio di tutte fa comprendere come nei programmi rossi ci sia solamente il #16.
A questo punto ci viene facile immaginare che il 2020 di Seb, nella sua replica conclusiva a Modena, si rivelerà quanto mai complicato. E’ vero che nessuno potrà chiedere o pretendere da lui lo zerbinaggio, ma è altrettanto realtà che in casi come il suo il boicottaggio è sempre dietro l’angolo. Come il passato spesso ci ha insegnato, all’improvviso l’auto di chi parte diventa inguidabile o peggio ancora inaffidabile trasformando in un calvario quello che dovrebbe essere un normalissimo fine rapporto di lavoro.
Chiara Rainis
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