A sorpresa Felipe Massa prende le difese di Sebastian Vettel, in rotta di collisione con la Ferrari dopo anni di delusioni.
Sebbene il suo approdo a Maranello non sia stato pubblicizzato ed esaltato come fu quello di Fernando Alonso nel 2010, che è bene specificare, assieme alla sua persona portava un title sponsor come Santander, da Seb tutti si aspettavano altro.
Reduce da un anno complicato in cui oltre a dover fronteggiare una Mercedes dominante, a sorpresa si era trovato a vivere una battaglia fratricida con l’allora giovane e rampante Ricciardo, il tedesco sbarcato a fine 2014 a Modena non era certo più quello da supremazia assoluta del 2010 – 2013 targata Red Bull, tuttavia nessuno avrebbe mai potuto immaginarsi di vederlo tanto in difficoltà con la Rossa, specialmente se si pensa all’approccio da professorino tenuto nei mesi iniziali quando addirittura si aggirava nei box con un agendina per appuntarsi tutti i difetti dell’auto.
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Qualche podio qua e là e 14 successi di gara il misero bottino del quattro volte iridato finora, ovvero parecchio al di sotto di quelle che erano le più rosee previsioni di una nuova era alla Schumacher.
Ma perché si è verificata questa clamorosa debacle? Secondo il buon Felipe le colpe più grandi sarebbero da imputare alla scuderia e non al pilota.
“L’ultimo loro campionato costruttori data 2008 e da allora non sono più stati in grado di costruire un’auto competitiva”, ha sostenuto il brasiliano ad F1i.com. “Anche nel 2010 non lo era ed infatti credo che Alonso abbia fatto un lavoro magnifico restando in lotta fino alla fine”.
“Vettel si è reso protagonista di ottimi GP avendo spesso la meglio sul proprio compagno di squadra. Soltanto con Leclerc ha patito e forse perché in seno all’equipe ci sono state decisioni differenti”, ha concluso.
E’ vero, probabilmente il Cavallino non è stato capace di azzeccare più un progetto, ma i danni maggiori sono stati compiuti nelle varie domeniche, con errori strategici, confusione in fase di pit stop e inutili ordini dal muretto, specialmente nel 2019, che hanno solo avvelenato il clima.
Chiara Rainis
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