Malgrado il marchio Renault stia rischiando il fallimento non vuole rinunciare alla F1. Decisione scellerata o ammirevole?
Se non dovessero arrivare i 5 miliardi di euro di prestito richiesti al governo francese per lei potrebbe arrivare la fine. Ciò nonostante, pur stritolata nella morsa di una crisi senza precedenti, la Casa della Losanga, ha fatto sapere di non voler rinunciare al suo impegno nel mondo delle competizioni. Questa almeno l’intenzione espressa dal responsabile del team di F1 Cyril Aboteboul.
Troppo importante il ritorno pubblicitario regalato dalla serie, troppo nelle vene del brand il dna corsaiolo. “Siamo nel Circus dagli anni ’70. Gli siamo sempre stati fedeli. Dunque, guardando avanti, penso che sia fondamentale non tradire le nostre radici, le nostre origini e la nostra storia. Non solo per lealtà, ma anche perché significa qualcosa nella narrazione che può attrarre i clienti di oggi e di domani”, le parole del manager riprese da Motorsport.com.
“Il motorsport ha un valore e un contributo unico nel suo genere, per questo vogliamo restare. Senza dimenticare l’impatto tecnologico e di marketing”, ha aggiunto spiegando i motivi di una mossa a tratti controcorrente, specialmente se guardiamo a cosa sta accadendo in un campionato nettamente meno costoso come il DTM, da cui diversi grossi costruttori si stanno staccando.
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A dare una mano a Renault anche il budget cap progressivo appena approvato dalla FIA e da Liberty Media. Un taglio alla spesa abbastanza cospicuo di certo renderà più sostenibile la permanenza in una categoria decisamente esigente sotto il profilo economico, specialmente da quando il Presidente federale Jean Todt ha spinto per l’introduzione dell’ibrido nel 2014. “Finalmente la nostra voce è stata ascoltata”, ha affermato plaudendo alla novità regolamentare. “E’ davvero folle quello che abbiamo dovuto spendere finora per il motore, ma adesso le cose cambieranno”, ha chiosato criticando i budget faraonici richiesti per qualcosa che è, dopotutto, soltanto sport.
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Chiara Rainis
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