Pit Beirer guarda con ottimismo al futuro di KTM in classe regina. L’arrivo di Dani Pedrosa ha permesso di fare enormi passi in avanti.
KTM è una storia a parte in MotoGP. La fabbrica di Mattighofen ha fatto delle scelte tecniche inedite nel panorama della Top Class, adottando un telaio a traliccio in acciaio e sospensioni realizzate in proprio dal suo marchio WP. I vertici austriaci sono convinti che lentamente riusciranno ad eccellere anche nella massima categoria del Motomondiale.
Passi avanti si sono visti da un anno all’altro, ma soprattutto negli ultimi test invernali la RC16 ha sfoggiato un ulteriore step. KTM è entrata in MotoGP non solo per farsi pubblicità a livello internazionale, ma anche per dimostrare che le sue scelte tecniche in termini di moto che troviamo anche nella sua gamma sono quelle giuste. “Il livello è molto alto. Siamo giovani, ma il tempo delle scuse è finito – ha detto Pit Beirer a Speedweek.com -. È giunto anche il momento di ottenere risultati in questa categoria”.
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Del resto KTM è un marchio che eccelle in tutte le discipline, come il motocross. Adesso è giunta l’ora di fare un balzo in avanti anche in classe regina. “ Alcune scelte fanno parte del DNA KTM per le motociclette di produzione. Quando abbiamo iniziato, molte persone mi hanno detto che non sarebbe stato possibile fare la MotoGP con queste opzioni. Non credo che il limite sia nel materiale del telaio o nelle sospensioni del WP: oggi siamo più veloci di Marc Marquez due anni fa. Se qualcuno avesse detto cinque anni fa che la KTM nel 2020 sarebbe stata più veloce di Márquez su una Honda ufficiale del 2018, probabilmente non ci avresti creduto”.
Resta ancora molto lavoro da fare per assicurare una moto che sia in grado di giocarsela sempre per le prime cinque posizioni. “Possiamo essere competitivi. Ma dobbiamo imparare – ha aggiunto Pit Beirer -. Vogliamo che questo telaio e queste sospensioni diano credito a tutti i nostri ingegneri e alla nostra produzione. Non è il percorso più semplice da seguire, ma può essere vincente… Pedrosa è stato onesto nel dirci che non eravamo competitivi per vincere: era importante per noi avere un’opinione onesta, è quello che volevamo… Abbiamo lavorato duramente nei cinque mesi successivi al suo primo test e quando è tornato ha trovato una situazione interessante. Siamo intervenuti in molti aspetti che ci aveva chiesto. È stato sorpreso dalla rapidità con cui possiamo produrre nuovi pezzi e rispondere alle sue richieste. Fare tutto a casa e a modo tuo è anche un vantaggio”.
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